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Ancona. Eroi d’ambra e d’avorio di 26 secoli fa il Cofanetto da Belmonte Piceno per la prima volta esposto al pubblico

Eroi d’ambra e d’avorio di 26 secoli fa

il Cofanetto da Belmonte Piceno

per la prima volta esposto al pubblico

 

copertina fig 001 rid 250Ancona - In occasione delle “Giornate Europee del Patrimonio”, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Ascoli Piceno, Fermo e Macerata presenta per la prima volta al pubblico il Cofanetto da Belmonte Piceno, prezioso manufatto d’avorio e d’ambra risalente a metà del VI secolo avanti Cristo, che per l’occasione dal 27 settembre 2025 fino al 6 gennaio 2026 sarà visibile nel Salone delle feste del Museo Archeologico Nazionale delle Marche, a Palazzo Ferretti di Ancona, grazie alla collaborazione fra la suddetta Soprintendenza e la Direzione regionale Musei nazionali Marche.

La presentazione ai media dello straordinario pezzo archeologico è in programma venerdì 26 settembre, alle ore 10.30 nell’Auditorium del M A N Marche di Ancona, alla presenza di Giovanni Issini (Soprintendente ABAP AP-MC-FM), Luigi Gallo (Direttore regionale Musei nazionali Marche), Ivano Biscioni (Sindaco di Belmonte Piceno), Diego Voltolini (Direttore M A N Marche), Joachim Weidig (Direttore scientifico delle ricerche a Belmonte Piceno).

A seguire, sabato 27 settembre, alle 18 sempre nell’Auditorium del M A N Marche e Salone delle Feste e a ingresso gratuito, è prevista la conferenza pubblica di presentazione del Cofanetto da Belmonte Piceno, cui interverranno, oltre ai direttori Voltolini e Weidig, anche Francesco Belfiori (Funzionario archeologo SABAP AP-FM-MC) e Nicola Bruni (Funzionario restauratore).

Da segnalare che sempre sabato 27 l’accesso al percorso espositivo del M A N Marche e al Salone delle Feste con il Cofanetto da Belmonte Piceno dalle 19.30 alle 23.30 sarà al costo simbolico di 1 € per l’apertura serale straordinaria delle Giornate Europee del Patrimonio.

L’evento di presentazione del cofanetto sarà inoltre l’occasione per vedere riunite le altre preziose ambre figurate da Belmonte Piceno, in parte già esposte presso il M A N Marche e presso il Museo archeologico nazionale di Ascoli Piceno.

«Dopo un importante lavoro di restauro e di studio – afferma il Soprintendente Issini - il Cofanetto da Belmonte Piceno viene presentato per la prima volta non solo ai cittadini delle Marche, ma anche alla comunità scientifica nazionale e internazionale, che nei prossimi anni potrà sviluppare ulteriori ricerche e approfondimenti su questo straordinario reperto. Si tratta senza dubbio di uno dei rinvenimenti più significativi avvenuti nelle Marche negli ultimi anni. Per questo, insieme al Direttore di Palazzo Ducale di Urbino – Direzione regionale Musei nazionali Marche, Luigi Gallo, abbiamo ritenuto opportuno renderlo accessibile e visibile al pubblico presso il Museo Archeologico Nazionale delle Marche, a partire dalle Giornate Europee del Patrimonio. Un ringraziamento particolare va ai funzionari e al personale della Soprintendenza che, dal 2018 a oggi, hanno programmato e portato avanti con competenza le complesse attività di tutela del Cofanetto da Belmonte Piceno, fino al recente rimontaggio concluso nelle scorse settimane».

«La prima presentazione al pubblico di un’opera meravigliosa come il Cofanetto da Belmonte Piceno – aggiunge il Direttore Gallo - è un momento importante per il patrimonio archeologico marchigiano e nazionale. Tutelare, conservare e valorizzare sono gli obiettivi che il Ministero della Cultura persegue attraverso le diverse strutture che operano sul territorio: ed è proprio la collaborazione fra istituti ministeriali (Palazzo ducale di Urbino-Direzione regionale Musei nazionali Marche e Soprintendenza ABAP AP-MC-FM) che permette di restituire al grande pubblico e alla comunità scientifica questo prezioso frammento di passato, capace di esprimere la potenza di una bellezza senza tempo. A questo scopo la Direzione regionale Musei nazionali Marche ha messo a disposizione la sede del M A N Marche a Palazzo Ferretti ad Ancona, nella sua funzione di luogo che custodisce e racconta la pluralità delle Marche nell’antichità, per valorizzarne la storia millenaria e per invitare ad andarla a scoprire nei tanti luoghi della cultura diffusi sul territorio».

«Nel 1863, appena dopo l’Unità d’Italia, al Comune di Belmonte fu aggiunto il toponimo “Piceno” per distinguerlo da altri Belmonte sparsi nella nazione – sottolinea il Sindaco Biscioni -. Si potrebbe dire il destino di un nome oppure, per dirla in latino, nomen omen. Successivamente, circa mezzo secolo dopo, nel territorio belmontese è stata rinvenuta una delle più importanti necropoli di epoca picena. Questa la premessa che mi ha motivato nell’intraprendere, con tutti i mezzi e le risorse possibili, un percorso per far diventare Belmonte Piceno un faro nell’archeologia delle Marche. Tante iniziative si sono succedute, ma la più importante è stata la riapertura degli scavi archeologici nel 2018, sempre in collaborazione con la Soprintendenza, dove è emerso il prezioso e unico cofanetto in avorio e ambra. Gli scavi di concessione sono stati finanziati principalmente dal Comune di Belmonte Piceno come ulteriore dimostrazione dell’interesse intorno alla storia dei nostri progenitori. Questo lungo percorso, che non è terminato, ma è appena iniziato, ha portato all’esposizione temporanea del prezioso manufatto presso il Museo Archeologico Nazionale delle Marche, per dare l’opportunità di ammirare un unicum emerso grazie a un lavoro caparbio e ostinato del Comune che rappresento».

Lo scavo

Nel 2018 nuove ricerche hanno ripercorso i passi della strabiliante scoperta della necropoli picena di Belmonte Piceno (in provincia di Fermo) avvenuta nel 1910: in quei luoghi Innocenzo Dall’Osso scavò alcune fra le più importanti sepolture preromane delle Marche, che portarono alla ribalta internazionale il Museo Archeologico Nazionale e la Civiltà Picena.

Dopo più di secolo la necropoli ha restituito un inedito e prezioso capolavoro: un cofanetto in avorio intarsiato d’ambra, un piccolo manufatto straordinario, unico nel suo genere, che condensa capacità artistiche e artigianali e messaggi figurativi densi di significati da decifrare. Il reperto è stato infatti scoperto nel 2018 durante le campagne di ricerca su concessione della ex-Soprintendenza ABAP Marche, finanziate dal comune di Belmonte Piceno e dalla Regione Marche.

La sepoltura da cui proviene era già stata individuata da Dall’Osso nel 1910 ma, come spesso accadeva all’epoca, i vasi di grandi dimensioni spesso lesionati venivano lasciati sul posto e non recuperati per essere restaurati ed esposti. Proprio alle spalle di un grande vaso in terracotta era celato il cofanetto d’avorio: recuperato con il suo blocco di terreno, è stato portato nei laboratori della ditta Coobec di Spoleto (PG) per procedere con un meticoloso microscavo e con il restauro.

La meraviglia

Il cofanetto ha un coperchio con quattro sfingi incise e traforate, con visi e ali d’ambra. Il contenitore invece è realizzato con lastrine di avorio intagliato e inciso, sulle quali sono inserite figure in ambra ricchissime di dettagli incisi sulla superficie retrostante, così da poter essere viste, in origine, attraverso la trasparenza dell’ambra.

Nonostante il naturale degrado dell’ambra, oggi il sapiente intervento di restauro ha permesso di riportare a una corretta lettura il reperto, fornendo immagini che aprono una nuova pagina sui rapporti fra Piceni, Etruschi e mondo mediterraneo.

Ma cosa mostrano le 18 figurine di ambra racchiuse in metope (riquadri) sui lati del cofanetto?

Le immagini della fascia in alto raccontano scene di vita fra figure regali e/o divinità, con momenti di confronto fra personaggi di rango elevato e forse anche riferimenti a una cerimonia matrimoniale.

Nella fascia bassa invece sono rappresentati i “fotogrammi” di antichi miti e racconti epici: Perseo e Medusa, Aiace che trasporta il corpo senza vita di Achille, Cassandra ai piedi della statua di Atena con re Priamo e Aiace alle sue spalle. Tutte scene dal finale tragico, forse un richiamo alla morte quale fine ultima di tutti, anche degli eroi, come gli accurati studi stanno approfondendo.

Scarica il comunicato

e le fotografie

PALAZZO DUCALE DI URBINO - DIREZIONE REGIONALE MUSEI NAZIONALI MARCHE

Piazza Rinascimento 13 – URBINO Telefono 0722 2760 – Fax 0722 4427

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Giubileo a Napoli: Il "Senso del sacro", sessanta artisti contemporanei in mostra nel segno della speranza

Giubileo a Napoli: Il "Senso del sacro", sessanta artisti contemporanei in mostra nel segno della speranza

 

image0 250L’ottava edizione della mostra "il Senso del sacro", si è aperta al Liceo Artistico Statale in Largo Santi Apostoli alla presenza di numerosi degliimage1 250 artisti partecipanti e degli studenti.

“Un appuntamento che di volta in volta ha visto crescere la nostra consapevolezza di far parte di una comunità dinamica, che avverte il senso di partecipazione alla vita cittadina ed ecclesiale e interviene con responsabilità, offrendo alla cittadinanza un contributo che soltanto essa può assicurare. La bellezza dell'arte è un potente impulso che eleva i nostri occhi alla contemplazione delle realtà trascendenti, quelle che sole possono dare un senso alla nostra vita”, ha commentato Monsignor Adolfo Russo, Direttore della Pastorale della Cultura e Presidente della Fondazione fare Chiesa e Città che promuove la mostra di arte contemporanea, intervenuto insieme al responsabile cultura della Curia Mario Di Costanzo che si è soffermato sul tema della speranza tratto decisivo di questa iniziativa che si inserisce nel percorso giubilare. È infatti Camminiamo insieme nella speranza il suggestivo sottotitolo della esposizione dei circa 60 artisti ed anche alcuni alunni del liceo artistico scelti dopo una ampia selezione.

La mostra è aperta al pubblico dal lunedì al venerdì fino al 12 ottobre, con il contributo della Regione Campania, il patrocinio del Comune di Napoli e la disponibilità del Liceo Artistico e della dirigente scolastico professoressa Simona Sessa.

“Quest'anno la Chiesa ci invita a vivere insieme il Giubileo e Papa Francesco ci ha indicato nella speranza la meta e l'approdo felice del nostro peregrinare. Anche noi a Napoli vogliamo dare a questa iniziativa il valore di un'esperienza condivisa, di un cammino artistico e spirituale, di un ritrovarsi insieme con il Signore della nostra vita. E, consapevoli che la bellezza è via privilegiata della speranza, parteciperemo alla mostra di settembre con opere che rievochino le sue grandi valenze... per ogni vita scartata e svilita, nel disabile umiliato, nell'emigrato calpestato dai nostri pregiudizi, in ogni disperata solitudine... È di quest'arte che abbiamo bisogno: di quella bellezza che salva dall'angoscia, di quella comunione che riscatta dalla solitudine, di quella tenerezza che ci ricorda l'abbraccio di nostra madre. Abbiamo bisogno di arte vera, che ci redima dalla tirannide del denaro e dell'egoismo, che esprima la nostra angoscia di fronte alla morte e la nostra sete di Vita, di un'arte che torni ad essere barlume di speranza, linguaggio di Dio”, ha concluso monsignor Adolfo Russo.

 

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Firenze. The place where silence begins | Qui comincia il silenzio Annalaura Tamburrinie

The place where silence begins | Qui comincia il silenzio

Annalaura Tamburrini

Crumb Gallery - Firenze | 27 settembre – 22 novembre 2025

Inaugurazione | venerdì 26 settembre | ore 18.00

 

Annalaura Tamburrini Ogni agosto 1 cianotipia su carta cotone 2024 250A partire dal 27 settembre 2025, Crumb Gallery presenta la mostra personale di Annalaura Tamburrini, The place where silence begins | Qui comincia il silenzio, un progetto fotografico immersivo, che esplora il confine tra rumore e quiete, corpo e paesaggio, memoria e percezione.

Tamburrini costruisce una narrazione visiva, tra sogni ricorrenti e rituali di ritorno, in cui il silenzio si manifesta come rifugio e resistenza. Sabbia, caldo, salsedine e suoni familiari compongono un paesaggio sensoriale denso di simboli. È nel tuffo in un mare lontano che la protagonista ritrova una sospensione dal mondo, una danza muta e fluttuante che si fa salvezza.

“Ho questi sogni ricorrenti - racconta l’artista - che mi mangiano la testa, sento il caldo afoso, la sabbia ardente, il sale negli occhi... Così mi tuffo, il silenzio arriva violento, ovattato, affondo, apro gli occhi e mi ritrovo circondata da una danza miope di corpi sordi e fluttuanti che mi accoglie dandomi una serenità devastante.”

I corpi, giovani e fisici, si immergono nell’acqua quasi fosse un atto ricorrente, come se rispondesse a un richiamo antico. Il mare non è solo sfondo, ma presenza viva che accoglie, trasforma e restituisce. È nel tuffo, nell’abbraccio dell’acqua e nella sospensione che si crea tra corpo e mare che arriva il silenzio. In queste immagini l’acqua rallenta il tempo e lo spazio si fa emozione.

“Torno nello stesso posto ogni anno ad agosto - prosegue Annalaura Tamburrini - per poter godere di quella sensazione di pace che in nessun altro modo sono mai riuscita a provare, così fotografo per aiutarmi a ricordarla quando ne ho bisogno.”

La mostra raccoglie le serie fotografiche "Ogni agosto", "Danza miope cyano" e "Danza miope BN", che testimoniano il lavoro di Tamburrini sulle diverse tecniche analogiche e la ricerca di un linguaggio visivo intimo e potente. All’interno dello spazio raccolto della Crumb Gallery, l’esposizione si articola come una vera e propria installazione: fotografie, a volte ripetute o disposte in sequenze ritmiche, costruiscono un ambiente ipnotico e ciclico che coinvolgente. Elemento centrale dell’opera è la cianotipia, tecnica fotografica ottocentesca dai profondi toni blu, che accentua la dimensione meditativa del lavoro, restituendo immagini che evocano distanza, profondità e memoria. L’artista crea un’atmosfera sospesa e onirica grazie anche a un sonoro originale, realizzato da Fabio Servolo, ispirato al ritmo e al respiro del mare, che accompagna l’esperienza percettiva del visitatore, amplificando l’intensità del racconto visivo.

Per l’occasione sarà pubblicato un catalogo, nella collana NOLINES, edizioni Crumb Gallery, con un testo di Rory Cappelli che approfondisce il percorso artistico dell’autrice, oltre che il tema dell’esposizione. The place where silence begins | Qui comincia il silenzio rimarrà aperta fino al 22 novembre 2025.

Annalaura Tamburrini nasce a Fasano nel 1994, si forma poi come fotografa presso la scuola “Officine Fotografiche” di Roma dove, dal 2015 al 2019, studia le pratiche di cameraAnnalaura TamburriniDSC01673 250 oscura, stampa in bianco e nero e tecniche antiche di stampa sotto la guida della docente Samantha Marenzi. In questo periodo, ha l'opportunità di esporre e curare vari progetti fotografici nell'ambito della scena indipendente locale. Nel giugno 2017, durante il festival internazionale di fotografia “FotoLeggendo”, partecipa all'esposizione collettiva “Analogica 2017”. Nel febbraio 2018, presenta il progetto “Sono una strega” presso il Cinema Palazzo Occupato di Roma nell'ambito della collettiva “Tecne”. Nel maggio 2018, co-cura il ciclo di mostre “Analogie”, presentato presso la scuola Officine Fotografiche di Roma, ed espone in contemporanea il progetto “Sono una strega” all’interno dello stesso ciclo. Co-cura, sempre in maggio 2018, la mostra “Nel corpo dell’immagine”, facente parte del festival internazionale di fotografia “FotoLeggendo” a Roma. Nel febbraio 2019, partecipa alla collettiva “Elogio all’imperfezione” con il progetto “Morale alla censura” presso l'Inside Art Gallery di Roma. Nell'agosto 2019, cura la mostra collettiva internazionale “GeneraHumana”, presso la Torre Civica di Cisternino. Dal 2020, dopo essersi trasferita a Torino, collabora con l’associazione culturale Mostro Collettivo dove insegna fotografia analogica. Dal 2023 è rappresentata dalla galleria Raw Messina di Roma, collaborando con Gabriele Stabile. A gennaio 2024, espone al fuori salone di Arte Fiera durante Booming Art Show di Bologna nella mostra curata da Raw Messina, intitolata “La vita sognata dagli angeli”. A maggio 2024 espone il progetto “Anima Naturae” con Giordana Citti, al Centro Luigi Di Sarro di Roma.

 

Crumb Gallery è stata fondata nel 2019 da Rory Cappelli, Lea Codognato, Adriana Luperto ed Emanuela Mollica. Crumb Gallery #womeninart nasce come spazio esclusivo per artiste donne. Promuove, divulga, sostiene ed espone pittura, sculture, fotografie, installazioni e performance di artiste. Le gallerie che espongono solo donne, nel mondo, si contano sulle dita di una mano e Crumb Gallery #womeninart vuole dare il suo piccolo contributo per ridurre il gap tra uomini e donne nel mondo dell’arte contemporanea.

 

CRUMB GALLERY

Via San Gallo, 191 rosso | 50129 Firenze

tel. 347 3681894 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. |www.crumbgallery.com

orari: giovedì, venerdì e sabato dalle 16.00 alle 19.00, o su appuntamento 347 3681894.

 

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Galleria dell’Accademia di Firenze L’eterno contemporaneo. Michelangelo 1475 – 2025

Galleria dell’Accademia di Firenze
L’eterno contemporaneo. Michelangelo 1475 – 2025

 

Martedì 23 settembre 2025

Giornata Internazionale delle Lingue dei Segni

ripartono le visite in LIS e i percorsi tattili

un autunno all’insegna dell’accessibilità

 

 

Ga AFi Welfare Culturale Visita LIS 2 250Nell’ambito del progetto “L’eterno contemporaneo. Michelangelo 1475 – 2025”, con cui la Galleria dell’Accademia di Firenze celebra i 550 anni della nascita di Michelangelo Buonarroti, da martedì 23 settembre, in occasione della Giornata Internazionale delle Lingue dei Segni, tornano le visite in LIS e i percorsi tattili, entrambi gratuiti, rivolti a persone sorde, cieche e ipovedenti.

Dopo gli appuntamenti primaverili dedicati alla scultura michelangiolesca, il programma autunnale amplia il percorso già avviato dal museo verso una maggiore apertura a pubblici diversi - grazie all’impegno dei Servizi Educativi e Accessibilità della Galleria dell’Accademia, in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi – Sezione Provinciale di Firenze, l’Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti – Firenze e Stazione Utopia - con nuovi contenuti e speciali approfondimenti dedicati alle collezioni dell’istituzione e alla sua storia.

Tra le novità di questa stagione, ci saranno proposte appositamente pensate per i più piccoli: mercoledì 19 novembre, un incontro illustrerà, con un approccio coinvolgente, le tecniche e gli strumenti usati dagli scultori nell’Ottocento e sarà dedicato a bambini sordi e non tra i 6 e i 12 anni.

Con grande piacere la Galleria dell’Accademia di Firenze continua la collaborazione con ENS e UICI, ampliando e rinnovando i percorsi di visita del museo, sia nei temi e nelle opere scelte, che nel numero di attività, introducendo, per quanto riguarda le visite LIS, anche un percorso sperimentale dedicato ai più piccoli” dichiara Giulia Coco, Funzionario storico dell’Arte, Responsabile dei Servizi Educativi e Accessibilità della Galleria dell’Accademia di Firenze. “Insieme, stiamo lavorando anche alla realizzazione di nuovi strumenti e prodotti digitali, e non solo, per una visita al museo sempre più autonoma, inclusiva e vicina alle esigenze dei diversi pubblici”.

Siamo felici di proseguire la collaborazione con la Galleria dell’Accademia di Firenze che ha sempre dimostrato grande attenzione e disponibilità e li ringraziamo vivamente per quest’opportunità davvero importante” commenta Roberto Petrone, Presidente Provinciale ENS Firenze, che ricorda come “Il 23 settembre rappresenta un giorno importante per la comunità segnante perché viene dedicato alla lingua dei segni di tutte le nazioni del mondo”.

L’Unione Italiana Ciechi ed Ipovedenti di Firenze - sottolinea la Presidente Maria Pia Bianchini ­- è lieta di rinnovare, in sinergia con l’Ente Nazionale Sordi, la prosecuzione della collaborazione con la Galleria dell’Accademia che consente anche ai disabili visivi la fruizione tattile di un inestimabile patrimonio artistico e culturale”.

 

IL PROGRAMMA

Visite in LIS: arte accessibile e dialogo condiviso

Il calendario degli appuntamenti in LIS prende il via martedì 23 settembre e prosegue fino al 3 dicembre 2025 con otto appuntamenti pomeridiani (tutti di mercoledì, ore 17.00, tranne il primo), gratuiti su prenotazione, incentrati sui diversi nuclei delle raccolte della Galleria.

Ogni visita approfondisce un aspetto specifico, valorizzando il patrimonio del museo con un linguaggio visivo e partecipato. Si parte con la scoperta dei gessi di Lorenzo Bartolini custoditi nella Gipsoteca (martedì 23 settembre), per proseguire con un viaggio nella pittura fiorentina tra Duecento e Trecento, tra i capolavori di Giotto e degli Orcagna, artisti che hanno saputo rinnovare l’arte italiana nella rappresentazione dello spazio e delle emozioni umane (mercoledì 15 ottobre).

Il 22 ottobre sarà dedicato al racconto delle figure emblematiche, uomini e donne illustri, che vissero a Firenze nell'Ottocento e non solo, mentre il 29 ottobre, nelle sale del primo piano, con Lorenzo Monaco e l’arte tardogotica si indagherà la figura dello straordinario pittore e miniaturista fiorentino.

In un doppio appuntamento, il 5 novembre per gli adulti e il 19 novembre in versione kids, saranno approfonditi i segreti che si celano dietro i processi di realizzazione di una scultura, dalla prima idea all’opera finale.

 

Il 12 novembre sarà protagonista il primo Rinascimento, con un focus sulla storia della pittura e della società fiorentina del Quattrocento attraverso opere religiose ma anche di carattere filosofico e profano.

Il ciclo si conclude mercoledì 3 dicembre, Giornata Internazionale delle persone con disabilità, con le grandi pale d’altare del Cinquecento e del Seicento, realizzate negli anni della Controriforma (1545-1648), momento cruciale di rinnovamento culturale della Chiesa in risposta alla Riforma Protestante.

Le visite sono rivolte a gruppi di massimo 10 persone sorde, con la presenza di una guida specializzata e un interprete LIS.

Per il percorso kids la visita è rivolta a gruppi di massimo 10 bambini sordi e non, accompagnati da un genitore per un totale massimo di 20 persone.

Percorsi tattili: toccare per comprendere

Da giovedì 23 ottobre fino al 3 dicembre 2025, riprendono anche i percorsi tattili per persone cieche e ipovedenti: cinque in tutto, dedicati alla scultura di Michelangelo.

Accanto al San Matteo, già protagonista delle iniziative primaverili, i partecipanti potranno ora esplorare due dei celebri Prigioni: Atlante e Lo schiavo che si ridesta, opere che esprimono la potente tensione tra forma e materia, tipica del maestro.

Attraverso l’esperienza tattile - grazie all’uso di guanti e la guida di operatori esperti - i visitatori avranno la possibilità di percepire i segni degli strumenti, le superfici e i dettagli plastici, immergendosi nella poetica del “non finito”, cifra stilistica e concettuale della scultura michelangiolesca.

Anche i percorsi tattili sono su prenotazione, gratuiti e destinati a piccoli gruppi (massimo 4 persone + accompagnatori), sotto la guida di mediatori specializzati.

Questo il calendario: 23 ottobre e 27 novembre, ore 16.00, Atlante, esplorare la forma immersa nel marmo; 6 novembre e 11 dicembre, ore 16.00, Prigione che si ridesta, esplorare la forma immersa nel marmo; 3 dicembre ore 15.00, San Matteo, esplorare la forma immersa nel marmo. 

L’eterno contemporaneo è anche inclusione

Queste iniziative si inseriscono nel progetto de “L’eterno contemporaneo. Michelangelo 1475 – 2025” come parte integrante dell’impegno della Galleria dell’Accademia di Firenze verso la partecipazione e l’accessibilità. Un museo contemporaneo è, prima di tutto, uno spazio inclusivo, capace di offrire esperienze coinvolgenti e di qualità, in grado di instaurare un dialogo autentico tra l’opera d’arte e ogni visitatore, indipendentemente dalle sue condizioni sensoriali.

Per informazioni e prenotazioni
E-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Telefono: 3287084059

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A Firenze la mostra di Lapo Pecchioli

LAPO PECCHIOLI

10 settembre – 2 novembre 2025

a cura di Anna Maria Amonaci organizzata da Stefano Di Puccio

Inaugurazione | mercoledì 10 settembre | ore 19.00

Trattoria 4 Leoni Piazza della Passera, Firenze

 

Davis image003 250Con la mostra di Lapo Pecchioli, in programma da mercoledì 10 settembre, prosegue alla Trattoria 4 Leoni la rassegna Fotografia – Tracce Fiorentine, curata da Anna Maria Amonaci e promossa da Stefano Di Puccio. Giunta al suo quarto appuntamento, l’iniziativa conferma il ruolo dei 4 Leoni come spazio di riferimento culturale nell’Oltrarno, grazie a un progetto che mette in dialogo fotografia, paesaggio e identità urbana.

Iniziata lo scorso 7 marzo, la manifestazione si sviluppa lungo l’arco dell’intero anno con sei personali di fotografi legati a Firenze per nascita o formazione: un percorso che esplora il rapporto tra luoghi, sguardo e linguaggio visivo. Il titolo Tracce Fiorentine richiama proprio le impronte profonde che la città e il suo paesaggio lasciano negli occhi e nella sensibilità degli artisti, una riflessione che si inserisce idealmente nel solco delle intuizioni di Giorgio Vasari sul ruolo della geografia nella formazione dello sguardo.

Lapo Pecchioli, classe 1990, è il più giovane dei fotografi della rassegna, ma porta con sé una maturità visiva sorprendente. Fiorentino di nascita, ha iniziato a fotografare da ragazzo, sviluppando le sue prime immagini, scattate nel corso dei suoi viaggi, in camera oscura. Dopo un periodo di servizio negli Alpini come soccorritore, si laurea in Arti Visive allo IED di Milano, dove oggi insegna. Dopo aver lavorato a Sky Italia come montatore e regista ha deciso di trasferirsi in Francia e qui ha fondato uno suo studio di produzione videografica e fotografica; lavora e risiede tra Firenze e Cannes, dove vive con la moglie e i loro due figli.

Il suo approccio è quasi interamente analogico, non per nostalgia, ma per scelta consapevole. In un’epoca dominata da immagini digitali e immediate, Pecchioli predilige la lentezza e la materia della pellicola, cercando un contatto più autentico con la realtà. Le sue fotografie, sempre in bianco e nero, si distinguono per forza visiva, essenzialità e profondità: immagini silenziose, attraversate da contrasti netti e da una tensione sospesa tra luce e tempo. È una fotografia che guarda avanti, ma con radici profonde.

Ai 4 Leoni, Pecchioli presenta una selezione di scatti che indagano il legame tra paesaggio e identità, memoria e visione. Ispirato da grandi maestri come Ansel Adams e Vittorio Sella, ma con un linguaggio del tutto personale, riesce a unire rigore compositivo e sensibilità poetica. Un’opera giovane, ma già segnata da una voce riconoscibile e una forte coerenza estetica. “Le visioni di Lapo, così cariche di un equilibrio tenacemente perseguito” come sottolinea la curatrice nel testo che accompagna l’esposizione, si conformano bene “a quella espressione fotografica di costante ricerca armonica che provo a presentare in questa serie di mostre, come peculiare dell’essenza artistica fiorentina”.

Il programma dei prossimi appuntamenti di Fotografia – Tracce fiorentine: giovedì 6 novembre, Gianluca Sgherri; dal 14 gennaio al 15 marzo 2026, Mario Strippini.

Stefano Di Puccio gestisce la storica Trattoria 4 Leoni dal 1995. Negli anni Di Puccio ha contribuito con passione alla valorizzazione del quartiere, promuovendo numerose iniziative culturali come “Settembre in Piazza della Passera”, che ha animato la piazza dal 2002 al 2019; incontri e mostre, tra le ultime quella del fotografo Carlo Fei. La collaborazione tra Anna Maria Amonaci e Stefano Di Puccio nasce già nel 2005 con l’esposizione dello scultore Filippo Dobrilla e successivamente con quella di Gianluca Maver, con grandi foto esposte negli ambienti esterni alla trattoria.

Informazioni TRATTORIA 4 Leoni Tel. 055 218562 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.