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Silenzio eloquente. Raccolte di poesie di Antonella Fusco, edizioni RPlibri
Antonella Fusco è docente ordinaria di Lingua e Letteratura italiana presso il Liceo Statale “G. Guacci” di Benevento. Laureata in Lettere, in Pedagogia e in Scienze Motorie, giornalista pubblicista, è profondamente impegnata nel mondo della scuola, in cui riveste vari incarichi professionali, inerenti in particolare alla didattica e alla ricerca, avendo altresì operato soprattutto nei raccordi tra scuola di secondo grado e università. Si dedica da qualche anno alla poesia, partecipando con successo a significativi premi letterari e rientrando in antologie della poesia italiana presente.
ANTONELLA FUSCO
Silenzio eloquente
Raccolte di poesie
Stampato nel mese di luglio 2020
dall’Associazione Arte e Saperi – San Giorgio del Sannio (BN)
www.rplibri.it
Pubblicate anche in francese nel settembre 2022
Si legge una sensibilità finissima in queste poesie di Antonella Fusco, sublime e quasi religiosa, aperta ad un universo intuitivo che si lega al sensibile nel profondo dell’esistenza. I versi sono soffici, ritmati da una cadenza interna, con ampie pause, con respiri d’anima. Tutto sembra provenire dallo sguardo avvolgente, caldo e calmo nel suo dispiegarsi quasi tattile sulle cose, sulla natura, sul creato. C’è nei versi una registrazione intensissima di gesti, segni, emozioni. E se per un verso la poesia si dispiega in un contesto dialogico, rivolta ad un tu, reale ed ideale, per l’altro non c’è separazione tra lo sguardo esteriore e quello interiore. Anzi vi è quasi, a tal riguardo, una identificazione.
dalla prefazione di Giorgio Agnisola
Semplici pensieri d’anima, nel silenzio lo sguardo del cuore. Un andare oltre la siepe. La poesia non solo come testo letterario, ma la vita stessa nel suo intimo essere, nel suo sentire. Sentire, come il vedere interiorizzato, che apre la porta dell’oltre che è presente in noi. È il cammino dell’anima, in cui si attua quella intenza corrispondenza interiore tra il visibile e l’invisibile. La poesia, luogo dell’infinito. Ricerca appassionata e appassionante che non si esaurisce nell’opera, la vitalità è nella luce ispiratrice in divenire. La poesia, allora, rivelazione dell’io più profondo, viaggio reale e simbolico in cui si sperimenta la bellezza. Bellezza come respiro, pienezza, limpida meraviglia.
Docente di Lettere, Psicologia e Religione nelle Scuole secondarie di secondo grado. Organizzatrice di eventi culturali a livello cittadino e nazionale. Condirettore del giornale “L’Attualità” con sede a Roma e già pubblicista del periodico “Agire” di Salerno. Impegnata in attività di volontariato. Ha lavorato come esperta del C.I.C. nell’Istituto “G. Amendola” di Salerno.
Laureata in Pedagogia presso l’Università di Salerno. Diploma di Laurea di Assistente Sociale. Laurea in Scienze Religiose conseguita a Salerno. Abilitazione all’insegnamento di Italiano, Storia, Educazione civica, Geografia nelle Scuole secondarie di primo grado. Abilitazione all’insegnamento di Materie Letterarie nelle Scuole secondarie di secondo grado. Abilitazione all’insegnamento di Psicologia e Filosofia nelle Scuole secondarie di secondo grado. Corso annuale di specializzazione post-laurea in Didattica dell’Integrazione e dei processi di socializzazione presso il FORCOM di Roma. Corso annuale di perfezionamento post-laurea in Tecnologie della Comunicazione Formativa (Università degli studi di Salerno) .Corso di Dizione organizzato dall’E.N.A.L. di Salerno. Corso di Ceramica e Disegno presso la Ditta Solimene di Vietri.
Presidente dell’Associazione Culturale
“Il Caffè dell’Artista” di Salerno, fondata nel 1996. Membro del Consiglio Direttivo dell’ UN.I.A.C. (Unione Italiana Associazioni Culturali). Fondatrice del Movimento Giovanile Missionario e
rappresentante nazionale delle Pontificie Opere Missionarie.
Organizzatrice di Manifestazioni con macchine d’epoca con il Club di Napoli.
Referente per dieci anni, presso il liceo “Da Procida” di Salerno, di progetti P.O.F
del Cinema e del Teatro, con annessi premi nazionali per le sceneggiature e i testi.
Già R.S.U nel Liceo Da Procida. Già revisore dei conti nella C.I.S.L. di Salerno.
Volontaria nella Pastorale diocesana, nei gruppi giovanili ed esperta nel C.I.C.
Corso annuale post-laurea sulla Didattica dell’integrazione e dei processi di socializzazione. Corso di Alfabetizzazione informatica presso l’Università di Salerno. Competenze psicologiche e formative. Mediatrice della Cultura per la Città di Salerno. Competenze socio-religiose nell’ambito della Curia di Salerno.
Conferenze sulle devianze giovanili presso il Tribunale di Torre del Greco, la Provincia di Salerno (con il giudice Andria) e presso il IV Municipio di Roma (con il giudice Vassalli).
Ha realizzato numerose
Mostre d’arte presso il palazzo Genovese (Salerno), Roma, Rimini e Palermo. Esperta nel settore Teatro e Cinema (scenografia, costumi, corporeità) per la video comunicazione.
GABBIANI
La marea fluttuante sale
sfiorando la tua essenza
nel ritmo della vita.
Il vento frusciante
danza il tuo desiderio
colmo nei battiti del cuore.
La dolcezza attende il tuo ritorno
come i gabbiani nel sospirato tramonto
per vivere il canto libero insieme.
Dedicata a Cosmo
Sei andato via all’improvviso,
senza una parola di addio
così com’era tua consuetudine esser discreto,
nel pieno dell’entusiasmo
di poter realizzare sorridente
progetti di vita,
qualcosa di terribile ti ha strappato a noi
lasciando un vuoto senza risposte.
Ecco, guardando le nuvole
avverto la tua presenza,
vedo le tue braccia allungarsi
fin qui sulla Terra
e un vento leggero mi sussurra parole
accarezza i miei capelli
come facevi tu
per allontanare ombre di pensieri tristi.
Grazie a chi ha creduto in un sogno
Il vento soffia dentro e fuori il cuore
invisibili pensieri
seguono la scia dell’animo terso
in un mondo così effimero.
Esplosioni di tormenti
nella ricerca di giustizia e libertà
per uomini che regalano il tempo ad un’idea.
Immensi progetti conducono
all’evoluzionismo dell’uomo
chiuso nella folle quotidianità
grazie all’utopia di pochi
scopro il senso della felicità di molti.
Superato il confine dell’omogeneità
ora emerge il divenire umano
grazie a chi ha creduto in un sogno
realizzato poi con la volontà di molti.
Quel ponte di Lubiana
Quel ponte di Lubiana
che mio padre ha attraversato tante volte
ha visto combattere italiani e stranieri
quel ponte che porta a strade piene di camini
simili alle strade del cuore accese
dalla speranza di ritornare a casa vittoriosi.
Un ponte dove ancora aleggiano anime
di tanti giovani che hanno perso la vita
tra forti stridii di carrozze e di armi.
Fumanti le postazioni di guerra
ancora chiedono giustizia.
Oggi erranti uomini
senza volto e senza storia
si aggirano inconsapevoli di tante sofferenze.
Ritorno a Fiume
lì dove si è consumata la nostra storia
ancora oggi altri uomini attendono al confine
chiedono un mondo migliore
in questa calca di indifferenza
e in nome di uno pseudo benessere.
Lì dove tutto è stato cancellato
anche i nomi delle strade e dei nostri italiani
che per amor di Patria andarono a morire.
Inconsolabili furono le lacrime delle madri
per una vita attesero invano il ritorno dei loro figli
Grande riscontro per “” di Filomena Baratto, Graus editore, presentato per la prima volta a Sorrento martedì 2 febbraio presso la Libreria Tasso in piazza Angelina Lauro. Il romanzo affronta, con la grazia ed eleganza proprie dell’autrice vicana, un argomento di scottante attualità, il dramma della perdita del lavoro da parte di una persona di cinquant’anni, un uomo costretto a rimettersi in gioco in un momento della vita in cui si ritiene di aver conseguito oramai una meritata tranquillità. “In questi tempi di crisi- ha commentato l’appassionato relatore, l’ispettore del lavoro Franco Gallo- in molti si trovano a fare i conti con il problema della inoccupazione, cioè la perdita del lavoro, anche in età matura o avanzata, anche quando si credevano ormai arrivati. Il romanzo affronta la drammatica esperienza della perdita del lavoro guardandolo da un punto di vista insolito, quello di un’opportunità, il pretesto per una ricostruzione dell'Io, di riflessione su se stessi e, dunque, di rinascita”. Precisa Carlo Alfaro, che ha orchestrato l’incontro con la consueta disinvoltura: “il romanzo spazia a trattare di tutti i nodi del vivere, amore, adolescenza, famiglia, emigrazione, società, crescita interiore, interrogativi esistenziali, tempo, vecchiaia, religione,valori. Un romanzo psicologico e introspettivo, che mette l’accento su aspetti cruciali dell’esistenza e della società, che pone domande e fa riflettere”. “Ho affrontato questo tema – spiega Filomena Baratto – perchè il lavoro è un punto fermo nella vita dell’uomo e che gli conferisce dignità, e perderlo significa scardinare le basi della propria sicurezza. Nel romanzo esamino tutti gli aspetti che ruotano intorno a un uomo che perde il lavoro. Il lavoro per certi aspetti è un universo e nella sua orbita ruotano tante altre cose. La perdita del lavoro rende l’uomo un essere inutile, che perde il suo centro di gravità, la sua voglia di vivere. Il protagonista non accetta di perdere il ruolo sociale cui era stato assegnato e non accetta di doverne assumere uno diverso dal precedente. Questo lo deprime, pensando di perdere la stima degli altri, la famiglia, gli amici, le persone che ama. Questa caduta lo porta ad esaminare con profondità la sua vita dove trova vuoti esistenziali, vacuità e quasi non si riconosce più. Il travaglio sarà lungo, ma alla fine troverà un uomo nuovo”. Scrittrice, pittrice, poetessa, l’eclettica Filomena Baratto è arrivata con “Just Job” alla sua quarta pubblicazione, dopo le liriche “Ritorno nei prati di Avigliano” (Alberti Editore, 2009), seguite dal romanzo “Rosella” (Sangel Edizioni, 2012) e ai racconti “Sotto le stelle d’agosto”(2013), Graus Editore.