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La Galleria Arte Barbato inaugura “Preziosità”, mostra personale di Paolo Grimaldi
Dai fari di Trieste alle atmosfere mistiche dell'Umbria,
il racconto visionario di Paolo Grimaldi che unisce sogno e realtà
Scafati - Inaugurata presso la Galleria Arte Barbato, PREZIOSITÀ, la mostra personale di Paolo Grimaldi, un'esposizione che ha subito catturato l'attenzione del pubblico, suscitando ammirazione e meraviglia grazie alla ricchezza dei materiali impiegati, alla vivacità dei colori e alla varietà delle tecniche utilizzate dall'artista.
Le opere in mostra conducono il visitatore in una dimensione sospesa tra realtà e immaginazione. I borghi onirici di Grimaldi, pur appartenendo al regno del sogno, conservano tracce profonde dei luoghi che hanno segnato la sua vita e la sua formazione artistica. Affiorano così i fari, il mare e le atmosfere di Trieste, città delle sue origini, ma anche la spiritualità e le suggestioni trecentesche dell'Umbria, terra che lo accoglie da anni e che continua a nutrire la sua ispirazione.
A popolare questi paesaggi incantati sono stelle cadenti, costellazioni e talora figure angeliche, elementi che si intrecciano in una narrazione poetica capace di parlare al cuore prima ancora che allo sguardo.
Osservando le opere di Grimaldi si ha la sensazione che il confine tra il mondo reale e quello immaginario si assottigli fino quasi a scomparire. Il suo sogno diventa il nostro sogno, invitandoci a rallentare, a contemplare e a lasciarci trasportare oltre l'orizzonte del quotidiano.
Particolarmente apprezzata è stata la presenza dell'artista che ha voluto condividere con i visitatori della galleria il proprio percorso creativo. Nel corso della serata, Grimaldi ha dialogato con il pubblico, con i galleristi Franco Barbato e Marisa Nastro e con i giornalisti intervenuti, Peppe Iannicelli e Maria Pia Nocerino, raccontando la genesi delle sue opere, le influenze dei luoghi che hanno segnato la sua vita e il significato dei simboli che popolano il suo universo pittorico.
Un confronto diretto e coinvolgente che ha permesso ai presenti di entrare ancora più profondamente nel mondo poetico dell'artista.
Le opere del maestro Paolo Grimaldi resteranno in esposizione presso la Galleria Arte Barbato al Corso Nazionale, 421, Scafati (SA) fino al 10 Luglio 2026. L’ingresso è libero e gratuito.
Nel cuore del Chianti, il borgo medievale di Radda accoglie, dal 6 giugno al 20 settembre 2026, il lavoro del pittore e scultore Sergio Fiorentino. Con Radda Arte 2026 le sue opere - segnate dall’inconfondibile blu ultramarino che contraddistingue la sua ricerca - si inseriscono tra vicoli, piazze e spazi del paese, costruendo un itinerario espositivo diffuso che mette in dialogo mito mediterraneo, tradizione figurativa e paesaggio toscano.
Il progetto - curato da Mila Sturm ed organizzato da Radda Estate d’Arte APS, la cui presidente è Barbara Widmer - nasce nel solco dell’esperienza di Panzano Arte 2019 e rinnova nel territorio del Chianti l’incontro tra arte contemporanea e paesaggio. L’iniziativa è realizzata grazie al sostegno di: Fondazione Caris, main sponsor; Comune di Radda in Chianti; delle aziende Brancaia, Edilchianti, Frontiers, Montevertine, Tuscany Green, Castello di Albola, Tenuta Terrabianca-Arillo in Terrabianca. Si distingue inoltre per la collaborazione con il Liceo Artistico “Duccio di Buoninsegna” di Siena, iniziata a febbraio 2026, fino all’allestimento della mostra, con masterclass e workshop, ai quali hanno partecipato ventitre studenti.
IL PERCORSO ESPOSITIVO
Elemento visivo ricorrente lungo tutta la mostra è la cifra pittorica di Fiorentino, fatta di tonalità intense e stratificate, in cui il blu ultramarino dialoga con una costellazione di figure, volti e presenze sospese. Santi, apparizioni e frammenti umani emergono dalle facciate del borgo in un continuo equilibrio tra memoria, spiritualità e visione. Evocano così una dimensione atemporale e simbolica, dove l’immagine sembra affiorare da un luogo interiore, mitico e contemplativo.
L’itinerario espositivo si sviluppa sia nel borgo di Radda che nella bellissima Chiesa di Santa Maria Novella, distante pochi chilometri verso Volpaia, recentemente aperta al pubblico dopo lunghi anni di restauro avviati nel 1990. L’edificio, uno dei più notevoli esempi di pievi romaniche della zona, accoglie quattro grandi dipinti di santi di Sergio Fiorentino che instaurano un rapporto intimo con l’architettura sacra, mentre sui muri esterni fluttuano drappeggi monumentali che riproducono le sue pitture.
A Radda, invece, l’esposizione si snoda in tutto il centro storico. Lungo la strada principale, gigantografie, pitture monumentali, sculture e installazioni stabiliscono un dialogo diretto con l’intimità raccolta del paese, invitando il visitatore ad attraversarlo seguendo le opere.
Davanti al sagrato della Chiesa di San Niccolò, si trova un’installazione composta da nove sculture della serie Segreti, teste che si aprono rivelando una dimensione interiore e misteriosa. Il luogo di accoglienza al pubblico, in pieno centro del paese, diventa per l’occasione una galleria che accoglie cinque grandi opere oltre a due più piccole, insieme ad altri oggetti, tra cui mobili-sculture e vasi dedicati alla figura di San Sebastiano, creati nello studio di Noto dell’artista, che trovano ispirazione da colori, materiali e suggestioni del passato, rielaborati in chiave onirica.
Il progetto coinvolge inoltre direttamente lo spazio pubblico attraverso la partecipazione degli studenti del Liceo, che realizzeranno 23 manifesti, uno ciascuno, installati nell’area normalmente destinata alle affissioni elettorali: una personale interpretazione del tema “Blue: Fiorentino and Me”, trattato durante il workshop, trasformando questi contesti solitamente legati alla comunicazione politica in luoghi di espressione visiva e creativa.
Durante tutta la durata della rassegna, il blu dell’artista diventa anche un segno nel paesaggio: i campanili delle due chiese, di Santa Maria Novella e di San Niccolò, saranno illuminati con una luce blu visibile nella notte, un segnale luminoso legato alla presenza dell’artista.
L’ARTISTA SERGIO FIORENTINO
Pittore e scultore, Sergio Fiorentino, classe 1973, nato a Catania, profondamente legato alla Sicilia, vive e lavora in un ex-convento di Noto. La sua ricerca nasce da una profonda conoscenza della tradizione figurativa. Diplomato all’Accademia di Belle Arti di Catania e formatosi nel restauro del patrimonio storico, l’artista ha sviluppato un linguaggio in cui la luce mediterranea e la memoria del barocco siciliano dialogano con una sensibilità contemporanea. Sergio Fiorentino coniuga con grande virtuosismo un classicismo senza tempo con una modernità radicale. Nel contesto di Radda il suo immaginario incontra la misura e l’armonia del paesaggio toscano, generando un confronto tra due tradizioni visive che trovano nelle opere dell’artista un punto di equilibrio.
La manifestazione si inserisce inoltre nella tradizione delle grandi esperienze che hanno messo in dialogo arte contemporanea e territorio in Toscana. A partire dalle iniziative promosse negli anni Ottanta da Luciano Pistoi al Castello di Volpaia, fino ai progetti Arte all’Arte e Tuscia Electa, queste esperienze hanno costruito nel tempo un modello di confronto tra artisti, paesaggio e patrimonio storico. Radda Arte 2026 si colloca idealmente in questa linea, rinnovando nel Chianti l’incontro tra arte contemporanea e comunità.
Sergio Fiorentino trasforma Radda in un paesaggio sospeso tra mito e realtà. Un attraversamento tra arte e storia, dove ogni angolo del borgo diventa un frammento di universo pittorico e scultoreo, in sintonia con la luce e il respiro del Chianti.
Info center Mostra:
11:00- 19:00
Lunedi - Domenica
Via Roma, n. 16A
53017 Radda in Chianti (Si)
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Scafati – Un viaggio tra oro, pietre preziose, architetture immaginarie e paesaggi sospesi nel tempo. Sabato 30 maggio 2026 alle ore 19:00, la Galleria Arte Barbato inaugura la mostra personale “Preziosità” di Paolo Grimaldi, artista triestino, umbro d’adozione, tra le voci più originali della pittura contemporanea.
L’esposizione sarà inaugurata presso la sede della Galleria Arte Barbato in Via Nazionale 421, Scafati, alla presenza dell’artista. Interverranno il giornalista Peppe Iannicelli, la giornalista Maria Pia Nocerino e l’Art Director Marisa Nastro.
I “Borghi Onirici” di Paolo Grimaldi, dove sogno e realtà si incontrano
Nel corso della sua ricerca artistica, Paolo Grimaldi ha dato vita a un linguaggio personale e fortemente riconoscibile attraverso la realizzazione di composizioni architettoniche in cui il reale si fonde con il sogno.
I suoi “Borghi Onirici”, luoghi immaginari e senza tempo, fatti di torri, mura, castelli e paesaggi metafisici, evocano un Medioevo fantastico e spirituale.
La mostra “Preziosità” rappresenta una naturale evoluzione di tale percorso creativo. Nelle opere più recenti, Grimaldi esalta il rapporto con le tecniche antiche attraverso l’utilizzo magistrale di foglia oro, foglia argento e pietre preziose, materiali che non assumono una funzione decorativa, ma diventano simboli di una ricerca più profonda.
Le sue tavole, preparate con impasti di polvere di marmo, stucco e colla secondo procedimenti ispirati alla tradizione trecentesca, accolgono colori realizzati artigianalmente dall’artista e superfici che riflettono una luce intensa e quasi spirituale.
La preziosità evocata dal titolo della mostra non riguarda soltanto la materia, ma il significato stesso dell’opera d’arte: una riflessione sul valore della bellezza, della conoscenza e della memoria in un tempo dominato dalla velocità e dall’effimero. Le architetture ideali di Grimaldi sembrano infatti indicare un “altrove” possibile, un luogo della verità e del senso che l’arte continua a custodire.
Le sue opere, al tempo stesso fiabesche e metafisiche, restituiscono allo spettatore il fascino di un mondo aristocratico e raffinato, dove ogni dettaglio è pensato per celebrare la bellezza come esperienza estetica, ma anche come scelta culturale e morale.
Con “Preziosità”, la Galleria Arte Barbato offre al pubblico l’occasione di immergersi in un percorso espositivo capace di coniugare tradizione e visione, artigianalità e sogno, conducendo il visitatore in un universo in cui l’oro, la luce e la memoria diventano strumenti di una narrazione senza tempo.
PREZIOSITA’ DI PAOLO GRIMALDI
Vernissage: Sabato 30 maggio 2026 ore 19:00
presso Galleria Arte Barbato, Corso Nazionale, 421 – 84018 Scafati (SA)
INGRESSO LIBERO
Al termine sarà offerta una degustazione di tè e tisane a cura dell’Erboristeria Paluna di Scafati.
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. – Tel. 328 392 4202 – 339 843 8437
Quando l’arte contemporanea diventa esperienza condivisa.
Inaugura la Collezione Arte Dynamo 2025- 2026
Sabato 23 maggio 2026 – Fornaci di Barga (LU)
MUDY – Museo Dynamo inaugura la Collezione Arte Dynamo 2026: una selezione inedita di opere realizzate da artisti affermati del panorama contemporaneo insieme agli ospiti di Dynamo Camp.
Ad un anno dall’apertura, MUDY è protagonista del calendario culturale toscano.
MUDY è un progetto di Fondazione Arte Dynamo, realizzato in collaborazione con Dynamo Camp e Dynamo Art Factory, e sostenuto da KME, partner fondatore di Dynamo Camp.
La collezione presenta opere nate dall’approccio originale all’arte sviluppato all’interno delle attività di Dynamo Camp: fondazione che offre gratuitamente programmi di Terapia Ricreativa a bambini con gravi patologie o disabilità e alle loro famiglie.
Il percorso espositivo, curato dal direttore Marco Bazzini assieme alla Presidente di Fondazione Arte Dynamo Diva Moriani, offre un excursus attraverso i temi del nostro tempo, raccontati attraverso molteplici linguaggi. Il contributo di icone dell’arte italiana come Michelangelo Pistoletto, Emilio Isgrò e Remo Salvadori incontrano lo sguardo di artisti di altre culture come Osvaldo Gonzàlez Aguiar e Pascale Marthine Tayou, per arrivare a progetti multisensoriali come la pittura sonora di David Reimondo e l’istallazione video di Fuse*. In quest’ottica, il teatro- cinema del museo si trasforma in uno spazio dedicato alla proiezione dei video d’artista realizzati nel corso degli anni, che vedono il contributo di Loredana Longo, Masbedo, Gabriele di Matteo, Paolo Troilo.
Le opere esposte a Fornaci sono una selezione delle oltre 2.000 realizzate in 18 anni di attività di Dynamo Art Factory: progetto che invita al Camp artisti affermati, che mettono a disposizione il proprio talento e guidano gli ospiti nella realizzazione di opere collettive concepite sulla base dei propri linguaggi espressivi.
Sono stati oltre 160 gli artisti affermati a partecipare ad Art Factory, permettendo ai ragazzi di confrontarsi con diversi linguaggi espressivi: pittura, scultura, fotografia, video art e installazioni site-specific. Il progetto ha contribuito a generare una produzione artistica che dialoga con le principali tendenze dell’arte contemporanea degli ultimi vent’anni.
Il valore dell’esperienza artistica di Dynamo è stato riconosciuto sia sul piano sociale sia su quello artistico, attraverso ricerche condotte da Fondazione Alta Mane Italia, il conferimento del Ro Plastic Prize e la mostra dedicata ai primi 15 anni del progetto realizzata presso la Triennale Milano nel 2023.
Diva Moriani, ideatrice Dynamo Art Factory e Presidente Fondazione Arte Dynamo afferma: “L’obiettivo era puntare all’eccellenza e a un progetto unico nel panorama artistico. Coinvolgere artisti affermati in una residenza immersiva è stata una sfida complessa, i cui risultati si sono rivelati straordinari. Nel tempo, gli artisti stessi sono diventati i primi promotori del progetto, oggi pienamente riconosciuto per la sua unicità."
MUDY ha sede in un edificio di grande valore storico e architettonico, esempio di razionalismo e già Centro Ricerche KME dal 1987. Nato negli anni Trenta come scuola, lo spazio torna oggi ad avere una forte funzione sociale nell’ambito del progetto di responsabilità di KME.
MUDY si configura come una casa dell’arte aperta e viva, con un approccio inclusivo ispirato ai principali musei internazionali e arricchito dal know-how sociale di Dynamo. Il programma del museo comprende talk, attività per appassionati e laboratori per scuole, giovani e famiglie, oltre a progetti dedicati a persone in condizioni di fragilità, tra cui persone con Alzheimer, fragilità psichiche e background migratori con difficoltà linguistiche.
Andrea MastrovitO Matteo Mezzadri Sabrina Melis Davide Monaldi Marco Neri
Paolo Parisi Domenico Pellegrino Michelangelo Pistoletto
David Reimondo Sara Rossi Roxy in the Box
Remo Salvadori Daniele Sigalot Solomostry
Eugenio Tibaldi David Tremlett Pascale Marthine Tayou
Velasco Vitali
Info e contatti
Questi gli orari di apertura di MUDY: venerdì, sabato e domenica 11.00-19.00 con ingresso libero, Via Cesare Battisti a Fornaci di Barga (LU), situato nell'ex Centro Ricerche del gruppo Luigi Orlando, presso Fornaci di Barga (LU) Per informazioni e prenotazioni di visite guidate: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Fondazione Arte Dynamo
Fondazione Arte Dynamo ha lo scopo di promuovere l’arte come strumento di inclusione e di espressione personale. Offrire e creare bellezza come valore fondamentale, inseparabile da quello della felicità, sta a fondamento della sua missione. La Fondazione parte con un patrimonio costituito dalla grande raccolta di opere frutto delle collaborazioni tra artisti e ospiti di Dynamo Camp nell’ambito delle attività di Art Factory, nonché da opere realizzate site specific a Dynamo Camp ed opere oggetto di donazione da parte di artisti e sostenitori. Fondazione Dynamo Arte continuerà ad alimentare la propria collezione, valorizzandola, al fine di costituire una riserva patrimoniale sempre a disposizione di Fondazione Dynamo Camp, dedicandosi al contempo alla diffusione della cultura artistica anche nelle fasce più deboli. Aderiscono alla Fondazione, KME Group, Fondazione Hillary Merkus Recordati e Galleria Continua.
Dynamo Camp
Dal 2007, Dynamo Camp offre gratuitamente programmi di Terapia Ricreativa Dynamo® a bambini e ragazzi con patologie gravi o croniche, disturbi del neurosviluppo e condizioni di disabilità e alle loro famiglie. Attraverso attività ludico- sportive ed espressive, come arrampicata, tiro con l'arco, piscina, teatro, circo, Art Factory, l'esperienza al Camp ha obiettivo di divertimento, ma anche e soprattutto di sostenere la fiducia in se stessi, con benefici di lungo periodo. I programmi sono offerti presso il Camp di Limestre (PT) al limitare dell’Oasi Dynamo affiliata WWF, e presso i City Camp prsenti in alcune città italiane: Milano, Genova e Napoli. Dynamo Camp fa parte del SeriousFun Children's Network, la rete internazionale di camp fondata nel 1988 da Paul Newman.
KME
KME è uno dei maggiori produttori mondiali di prodotti in rame e leghe di rame e ha una rete di distribuzione mondiale. KME offre ai suoi clienti di una vasta gamma di settori industriali soluzioni di prodotto innovative e intelligenti, su misura per le loro esigenze individuali. L'azienda, che è gestita da KME Group S.p.A., è diretta da un team di gestione europeo. La gamma di servizi offerta da KME si estende alla laminazione, pressatura ed estrusione.
NEPAL TODAY In the Forest, in the Villages Il cambiamento sociale nel Nepal di oggi in un racconto fotografico alla Rocca di Lonato
Dall’11 giugno al 30 agosto 2026 la Rocca di Lonato del Garda (BS) ospita la mostra fotografica “NEPAL TODAY | In the Forest, in the Villages.”, curata da Filippo Maggia e selezionata dal Ministero della Cultura nell’ambito del bando STRATEGIA FOTOGRAFIA 2025. Il progetto riunisce oltre 50 scatti di tre fotografi nepalesi contemporanei e indaga il ruolo della fotografia come strumento di lettura del cambiamento sociale del Paese.
Lonato del Garda (BS) – Il Nepal contemporaneo come laboratorio visivo e sociale, ma soprattutto la fotografia come linguaggio attraverso cui una nuova generazione interpreta il cambiamento: è questo il nucleo concettuale di “NEPAL TODAY | In the Forest, in the Villages”, la mostra curata da Filippo Maggia e ospitata alla Rocca di Lonato del Garda dall’11 giugno al 30 agosto 2026, nella Sala del Capitano.
Se in Occidente la fotografia sembra essersi smarrita, immersa nella sterminata sovrapproduzione di immagini destinate ai social e trasformata dall’ascesa del digitale, in molti contesti del Global South del mondo il linguaggio fotografico e la responsabilità sociale del fotografo conservano ancora una funzione profondamente identitaria e politica. È da questa prospettiva che nasce questo progetto espositivo dedicato al Nepal, selezionato dal Ministero della Cultura nell’ambito del bando STRATEGIA FOTOGRAFIA 2025, che riunisce oltre 50 scatti di tre fotografi nepalesicontemporanei:Uma Bista, Sagar Chhetri e Kishor Sharma. Il vero asse interpretativo della mostra non è il Nepal come semplice contesto geografico, ma il modo in cui una nuova generazione di autori utilizza la fotografia per raccontare le trasformazioni sociali, culturali e politiche del proprio Paese. Le immagini esposte non descrivono soltanto luoghi e comunità, ma diventano strumenti di osservazione critica, memoria e interpretazione del presente. Il progetto si sviluppa a partire da una riflessione più ampia sul ruolo della fotografia nel subcontinente indiano e sulle reti formative e culturali che oggi connettono artisti di Nepal, India, Bangladesh e altri Paesi del Global South. In questo contesto emerge il Pathshala Institute di Dacca, punto di riferimento per la formazione fotografica di nuova generazione e realtà di riferimento anche per parte degli autori presenti alla kermesse.
I FOTOGRAFI Protagonisti della mostra sono Uma Bista, Sagar Chhetri e Kishor Sharma, tre fotografi che attraverso approcci e sensibilità differenti costruiscono una narrazione plurale del Nepal contemporaneo, restituendo la complessità delle sue trasformazioni sociali, culturali e identitarie. Gli artisti hanno indagato il cambiamento e soprattutto cosa significa vivere e trovarsi in una giovane democrazia, dove il sentimento di rivalsa nei confronti delle classi dominanti e dell’ingiustizia sociale è più che mai vivo in tutte le nuove generazioni, artisti inclusi.
Uma Bista, fotografa e docente all’Università di Kathmandu, sviluppa una ricerca centrata sulle dinamiche di genere nelle comunità rurali e indigene del Nepal. Nel progetto Our Songs from the Forest affronta pratiche sociali ancora profondamente radicate, come il Chhaupadi, restituendo uno sguardo intimo che intreccia esperienza personale e indagine documentaria. Le sue immagini, spesso costruite su una forte dimensione simbolica e cromatica, diventano strumenti di esplorazione della condizione femminile all’interno di sistemi sociali tradizionali e patriarcali.
Sagar Chhetri è un giovane fotografo nepalese formatosi al Pathshala Institute e attivo a Kathmandu, che indaga le tensioni politiche e identitarie delle comunità indigene. Nel progetto Eclipse trasforma la documentazione delle rivolte del popolo Madeshi in una narrazione visiva metaforica, in cui gli eventi storici vengono riletti attraverso immagini evocative, capaci di restituire la complessità e l’ambiguità del conflitto e della rappresentazione. Ad esempio, al posto di una bandiera nera fotografa un uomo che tiene in mano un corvo come se fosse una bandiera.
Kishor Sharma, fotografo e ricercatore nepalese che vive a Kathmandu, concentra la propria attenzione sull’ultima comunità nomade rimasta in Nepal, i Rautes. Nel progetto Living in the Mist costruisce un racconto immersivo della vita quotidiana di questo gruppo, sospeso tra tradizione e trasformazione, tra sopravvivenza culturale e pressione della modernità. Il suo lavoro si distingue per una forte componente etnografica e per un approccio relazionale sviluppato nel tempo.
Nel loro insieme, i tre percorsi restituiscono un’immagine stratificata del Nepal contemporaneo, attraversato da tensioni sociali, cambiamenti generazionali e trasformazioni profonde del tessuto culturale. La fotografia diventa così non solo mezzo di rappresentazione, ma strumento di interpretazione del presente e delle sue contraddizioni.
“L’attuale generazione di artisti è forse la prima ad essere mai esistita in Nepal, e nei loro lavori si percepisce una solida formazione artistica e una grande energia propositiva, contenuti forti e forme espressive audaci, nonostante la carenza di strutture pubbliche e private. La loro ricerca si caratterizza come uno spazio ai margini della contemporaneità tramite il quale è possibile osservare il cambiamento in corso e commentarlo, tracciando talvolta dei paragoni con il passato o fare annotazioni per il futuro circa “unpredictable” sviluppi; altre volte invece si manifesta semplicemente come rappresentazione delle diversità, intendendo con ciò non solo le disuguaglianze sociali ma soprattutto la ricchezza che da queste deriva. Per questo, lo scenario artistico nepalese è molto promettente quanto del tutto sorprendente” afferma Filippo Maggia, curatore della mostra.
Il progetto espositivo è stato sviluppato negli ultimi anni direttamente a Kathmandu attraverso un confronto tra il curatore e gli artisti, dando vita a una mostra pensata come esperienza visiva ed emotiva di forte impatto, accompagnata da un catalogo edito da Silvana Editoriale.
Questa mostra si inserisce inoltre in un contesto internazionale in cui la fotografia del Global South sta assumendo un ruolo sempre più centrale, trovando spazio in biennali, istituzioni museali e piattaforme culturali globali, contribuendo a ridefinire geografie e linguaggi della contemporaneità.
LA SEDE DELLA MOSTRA Ad accogliere la mostra è la Rocca di Lonato, uno dei complessi monumentali più suggestivi del Nord Italia. Imponente fortificazione quattrocentesca con merli guelfi, si erge sul colle dell’anfiteatro morenico che domina il bacino meridionale del Benaco, offrendo vedute spettacolari che nelle giornate limpide spaziano fino a Desenzano, Sirmione e alle vette più lontane. Circondata da un vasto parco e facilmente raggiungibile, la Rocca è oggi un luogo che coniuga la forza del passato con una consapevolezza contemporanea: mostre, eventi culturali e lifestyle, oltre al nuovo Padiglione Eventi – una raffinata glass house di design perfettamente integrata nel contesto storico – ne fanno una meta culturale d’eccellenza. Il complesso monumentale è valorizzato e gestito dalla Fondazione Ugo Da Como, punto di riferimento per la tutela della storia bresciana e del XIX secolo e parte della Rete dell’800 lombardo. L’accesso alla mostra ha un costo di 6 euro: un biglietto unico che permette al visitatore di immergersi nelle suggestioni della rassegna e di scoprire, contemporaneamente, l’intero splendore monumentale della Rocca di Lonato.
IN BREVE
Titolo mostra: NEPAL TODAY | In the Forest, in the Villages. Curatore: Filippo Maggia Sede: Rocca di Lonato del Garda – Sala del Capitano Periodo: 11 giugno – 30 agosto 2026 Orari: tutti i giorni dalle 10 alle 17 Ingresso: 6 € (mostra + Rocca)
Rocca di Lonato - Fondazione Ugo Da Como Aperto tutto l’anno. Direttrice: Giovanna Nocivelli Via Rocca, 2 Lonato del Garda (Brescia) Tel. 0309130060 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.