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L'ART NOUVEAU NELLA COLLEZIONE PARENTI
La grafica da fine Ottocento a metà Novecento nel segno Liberty,
Art Dèco e Futurista
Museo Arte Povera, piazzetta Garibaldi - Sogliano al Rubicone
(provincia di Forlì-Cesena), 24 aprile - 10 luglio 2016
Nell’ambito della seconda Biennale del Disegno, s'inaugura il 24 aprile all’interno di Palazzo Marcosanti di Sogliano al Rubicone, una mostra interamente dedicata al disegno durante il periodo della Belle Époque con preziosi esempi di Liberty italiano, Art Nouveau, Art Dèco e Futurismo. Oltre mille opere esposte realizzate da centinaia di famosissimi artisti.
''L'Art Nouveau nella collezione Parenti. La grafica tra fine Ottocento e metà Novecento nel segno Liberty, Art Dèco e Futurista’’, a cura del giovane critico Andrea Speziali, rimarrà allestita fino al 10 luglio. La mostra trova spazio nelle sale comunali del Palazzo Marcosanti, che ospitano anche il Museo di Arte Povera, e della Musica, ed è stato scelto lo scorso anno dall’istituzione culturale “Italia Liberty”come principale Museo per il Liberty su territorio nazionale.
L'esposizione intende valorizzare le opere del periodo compreso tra fine '800 e metà '900 di proprietà del geniale collezionista Roberto Parenti che ha raccolto un inestimabile patrimonio di opere di arti grafiche. In mostra cartoline, locandine e manifesti a firma di autori italiani e stranieri che evidenziano rari esempi di Art Nouveau nelle sue diverse sfaccettature: dal Liberty al Modernismo, allo Stile Floreale, ma anche Jugendstil, Art and Craft e Secessione Viennese. Senza escludere il periodo dell'Art Dèco e del Futurismo. Per quest'ultimo la mostra gode della promozione da parte del Comitato 100 Sant'Elia.
In mostra vi sono opere dell'artista Alphonse Mucha, grande autore della corrente artistica Art Nouveau e Gran Maestro massone in Cecoslovacchia. L'esposizione romagnola mette in luce anche opere provenienti dalla recente mostra “Massoneria Art Nouveau. Mito dell’Istituzione nell’arte al tempo della Belle Époque” e va a supportare la mostra in corso al Compresso del Vittoriano di Roma su Mucha. Le linee sinuose che disegnano e modulano il corpo femminile così come la natura e racemi floreali rappresentano il linguaggio tipico del liberty e dell'art nouveau e il maestro ceco è uno degli interpreti principali. Sono presenti anche le opere di molti altri artisti del tempo tra quali Duilio Cambellotti e Marcello Dudovich e di altri meno noti maestri di questo stile straordinario che durerà solo per pochi decenni ma coinvolgerà tutti i campi dell'arte e dell'architettura.
L'obbiettivo dell'evento è coinvolgere e sensibilizzare giovani e pubblco di tutte le età alla conoscenza e all'apprezzamento dell'Art Nouveau, divulgare opere inedite realizzate durante il periodo Liberty, sottolinearne l'eleganza e far conoscere il disegno Art Nouveau e Dèco, spiegando ai visitatori la storia, i dettagli, le caratteristiche e simbologie di questo stile. Tra le opere esposte un raro libro anonimo di oltre cento pagine disegnato a mano centimetro per centimetro.
Alessandra Cesselon
L'ingresso è libero. La mostra, dedicata a qualsiasi tipo di pubblico, è organizzata dal Comune di Sogliano al Rubicone insieme al Museo di Arte Povera e promossa daThe World Art Nouveau.
La mostra è aperta il sabato e la domenica dalle 15:00 alle 19:00. Durante la settimana su appuntamento per scuole e gruppi.
Il tempo di visita: 2/3 ore e mezza.
Informazioni: www.italialiberty.it/mostrasoglianoartnouveauwww.museodiartepovera.com
Tel.: 0541.948418 - Mobile: 334.8592312
La mostra è segnalata da:
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Eroine, guerriere, testarde, brillanti: figure femminili forti e coraggiose, ma anche fragili e sensibili, spesso contrapposte ad una societ
Quarta ed ultima mostra per il Lucca Film Festival e Europa Cinema 2016. Sabato 9 aprile, alle ore 17.30, in anteprim
maestro. Le sale al piano terra della Villa ospitano un nucleo di 15 dipinti ad olio e tecnica mista, realizzati in età giovanile, fra i 20 e i 23 anni, quando già pensava al Cinema, lo studiava, prima al Centro Sperimentale di Cinematografia a Roma e poi a Londra. Il suo sguardo iniziava e concepire il mondo in termini cinematografici ma ancora lo esprimeva con il pennello. Sono dipinti puramente espressivi, realizzati mentre, fra gli anni ’50 e ’60, si affermavano a livello internazionale movimenti come la Pop Art - consacrata definitivamente in Italia nel 1964 alla Biennale di Venezia - e il Realismo Esistenziale di Guareschi & Co., con epicentro a Milano.
A questo nucleo si aggiungono circa 100 opere su carta, nate durante la realizzazione dei suoi film. Con il debutto al cinema, la sua passione pittorica viene convertita in maniera funzionale e Bellocchio, come possiamo vedere in questa mostra, non ha mai smesso di utilizzare il segno e il colore durante tutta la sua carriera. Sono schizzi, bozzetti, disegni, abbozzi, gouache, acquarelli, tecniche miste realizzate dal regista-artista - premiato con il Leone alla Carriera al Festival di Venezia 2013 - per “pre-visualizzare” su carta tutte le componenti visive dei film: i personaggi e i loro tic comportamentali, il loro profilo psicologico ma anche i costumi e gli ambienti, le scenografie e le condizioni illuminotecniche, atmosferiche e cromatiche. La maggior parte di queste opere sono corredate da appunti e frasi stese con tratto rapido, note tecniche di ripresa o destinate ai collaboratori (scenografi, direttori della fotografia, costumisti). L’articolato apparato grafico ha accompagnato tutta la produzione di Bellocchio, a partire dal suo lungometraggio di esordio “I pugni in tasca” del 1965 e “La Cina è vicina” del 1967 (premiato nello stesso anno al Festival di Venezia con il Leone d’Argento), al complesso film in costume con Marcello Mastroianni e Claudia Cardinale, “Enrico Quarto” del 1984, fino ad arrivare a film recenti come “La Bella Addormentata” (con cui ha vinto nel 2013 il Premio Monicelli) e al pluripremiato “Sangue del mio sangue” del 2015.
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Da sabato 19 marzo, alla Galleria Bab el Kasbah, tutti i colori del blu: dalle mura azzurre dei villaggi