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Montelupo Fiorentino. La ceramica dell'arte contemporanea

Materia Prima

La ceramica dell’arte contemporanea

Montelupo Fiorentino

progetto a cura di Marco Tonelli

Project room

Morgane Tschiember e Irene Lupi

a cura di Lorenzo Cianchi

2 – 30 giugno 2016 

LAPILLI Irene Lupi bassaL'inaugurazione della seconda Project Room, sezione dedicata ai giovani artisti di Materia Prima a Montelupo Fiorentino, inizialmente prevista per sabato 14 maggio, viste le pessime previsioni metereologiche è stata rimandata a giovedì 2 giugno alle ore 16.00 nell'ambito di Cèramica.

Project Room, a cura di Lorenzo Cianchi, raduna, per la prima volta in Italia, quattro tra le più importanti realtà che realizzano residenze d'artista per la ceramica contemporanea, come il  Museo Zauli di Faenza e Give out your best in ceramic di Albissola, che hanno presentato i progetti lo scorso 19 marzo, e Nuove//Residency di Nove di Bassano e Coefficiente H di Sticciano, a cui è dedicata l’inaugurazione di giovedì 2 giugno.

Project Room - spiega Lorenzo Cianchi, presidente del Comitato Scientifico Fondazione Museo di Montelupo e specialista di ceramica contemporanea - nasce dalla consapevolezza che per innovare un linguaggio bisogna intercettarne le insorgenze non ancora ben visibili e dargli credito, incrementando le eccellenze”.

Project Room ospita dunque a rotazione, durante il periodo della manifestazione, una selezione degli artisti che hanno preso parte ai progetti di residenza: Christian Frosi e Diego Perrone, Nero/Alessandro Neretti, Morgane Tschiember e Irene Lupi.

Materia Prima è sostenuta del Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato, nell'ambito di Cantiere Toscana Contemporanea promosso dalla Regione Toscana.

Project Room – Le residenze che inaugurano giovedì 2 giugno

NUOVE//Residency di Nove di Bassano del Grappa presenta Shibari di Morgane Tschiember, a cura di Geraldine Blais Zodo, evoluzione delle prime sperimentazioni realizzate in ceramica dall’artista francese, durante il suo periodo di residenza nel 2013.

La significazione di Shibari deriva dall’antico rituale giapponese di legatura dei corpi attraverso l’intreccio di corde, che Morgane Tschiember adotta per tradurre la fondamentale trilogia scultorea di materia, volume e spazio. Nel recupero di modelli precostituiti, come vasi e porta oggetti attinti direttamente dal catalogo della manifattura di Stylnove di Nove, l’artista dimostra il forte legame con la tradizione stabilendo un linguaggio di virtuosismi fra continuità e discontinuità, fra pieno e vuoto, fra forme e contro-forme. Categorie universali, che ospitano pensieri di antichi rituali, trattenuti dall’artista, per spiegare la complessità della materia.

Il progetto è realizzato in collaborazione con Marsèlleria di Milano www.marsèlleria.org.Si ringraziano Lorenzo e Franco Zanovello della manifattura Stylnove (Nove, VI).

Coefficiente H di Sticciano (Firenze) presenta Impressioni e Porta aperta bada ladri di Irene Lupi, a cura di Elena Magini, due interventi che propongono, attraverso l’uso di media diversi, una riflessione sul concetto di memoria individuale e collettiva, sulle modalità attraverso cui questa viene tramandata e restituita. L’artista, solita lavorare sulle molteplici forme di narrazione e veicolazione delle esperienze, si concentra qui sulla storia e sulle tradizioni connesse al periodo della Seconda Guerra Mondiale, secondo il punto di vista degli abitanti del luogo. Nel video Porta aperta bada ladri, alcuni anziani di Fiano e Sticciano, intervistati dall’artista, raccontano una quotidianità ormai persa, testimonianze private e aneddoti di paese, dove il piano visivo, costituito dalle prese insistite sui particolari fisiognomici dei parlanti, restituisce una sorta di commento ulteriore e poetico al registro linguistico. Parallelamente al racconto, vi è tutta una dimensione narrativa che non si affida alle parole, ma ai gesti, alle espressioni dei volti, alle posture, agli sguardi quali ulteriori canali espressivi. In Impressioni, una serie di lastre di argilla non cotta, l’artista imprime alcuni oggetti appartenenti agli abitanti della zona, in particolare strumenti per il lavoro in campagna: vecchie falci, martelli, zappe ecc. In quest’opera la “memoria” dell’oggetto - la sua presenza in negativo – va a rappresentare una simbolica evocazione, dove agli stessi oggetti e materiali viene demandata una valenza mnemonica e di testimonianza.

Morgane Tschiember (Brest, 1976) vive e lavora a Parigi. Il suo lavoro si avvia sempre dalla plasticità, di conseguenza, la diversità e la molteplicità di tecniche, protocolli e processi scandiscono il suo LAPILLI Morgane Tschiember Shibaripercorso artistico e testimoniano un polimorfo e proteiforme corpo di lavoro, in continua espansione. Tschiember considera la sua pratica artistica come un parco giochi dove può sperimentare ed estendere le possibilità dei materiali, esplorando i confini tra pittura e scultura, oggetto e architettura, forma e contesto. Il vocabolario visivo di Morgane Tschiember sviluppa le proprie forme archetipiche e azioni / reazioni, come: crescere / tagliare, costruire / rompere, dipingere / bruciare. A seconda del contesto dei progetti, delle specificità del sito, della posizione geografica, e dei materiali disponibili, delle tecniche e metodologie, ogni serie può essere riprodotta, reinterpretata e riattivata offrendo all'artista l'occasione di aprire nuove fisicità verso la flessibilità, la volatilità, la permeabilità del lavoro analizzando gli aspetto politici, sociali ed economici.

NUOVE//Residency nasce nel 2013 grazie alla volontà della fondatrice e direttrice artistica, Geraldine Blais, come progetto di residenza dedicato ad artisti internazionali interessati alla conoscenza, sperimentazione e produzione di opere in ceramica, localizzato nel distretto vicentino di Nove, Marostica e Bassano del Grappa.

NUOVE//Residency mira a rafforzare l’identità del proprio territorio attraverso l’interazione fra esperienze artistiche contemporanee e le aziende locali. Nel desiderio di creare e sviluppare un organo in grado di stimolare il sistema produttivo e quindi l’impatto economico delle manifatture, NUOVE//Residency mantiene la variabile creativa come un imperativo dell’intero progetto. Nuove forme e nuove esperienze per una nuova economia, volta alla valorizzazione e la promozione del made in Italy.

Irene Lupi (Livorno nel 1983) si diploma all'Accademia di Belle Arti di Firenze nel 2007, nel 2005 frequenta la Facultad de Bellas Artes di Leioa, Bilbao e nel 2013 è borsista al Siena Art Institute. Tra le mostre recenti: Dalla collezione comunale: opere storiche e recenti acquisizioni, a cura di Casa Masaccio, Centro per l’arte Contemporanea, San Giovanni Valdarno (AR), 2016; Identità, a cura di Casa Masaccio, Staatliche Akademie der Bildenden Künste Stuttgart, Accademia di Belle Arti di Firenze, 2015; TU 35 FI, Vitrine, a cura di Trial Version e Spela Zidar, con Pietro Gagliano’, 2015; Coefficiente H, progetto dell’Associazione culturale CABA a cura di Elena Magini, presso la Tenuta di Sticciano, Certaldo (FI), 2015.

Coefficiente H nasce come un bando di residenze d'artista all'interno di un progetto che coniuga la conoscenza dell'argilla e dell'arte contemporanea alla cultura del territorio.

Promosso dall'Associazione culturale Caba e curato da Elena Magini, ha sede nel comune di Certaldo (Firenze), dove l'argilla assume una connotazione di identità territoriale e di sperimentazione artistica. La ricerca artistica contemporanea si inserisce in un'area in cui tale materia è presente naturalmente e, fino alla metà del '900, culturalmente sfruttata dal mondo della produzione. La residenza diventa quindi un terreno interessante dove unire sperimentazione, cultura del fare e innovazione.

Info Mostre

19 marzo - 30 giugno 2016

Palazzo Podestarile di Montelupo Fiorentino

Via Bartolomeo Sinibaldi, 45

50056 Montelupo Fiorentino (FI)

Telefono: 0571/51087

50056 Montelupo Fiorentino

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Orario e prezzi Palazzo Podestarile:

dal 2 al 5 giugno in occasione di Cèramica: ore 10.00 – 23.00

gli altri giorni: dal giovedì alla domenica 10-19, martedì e mercoledì su prenotazione per attività didattica e visite guidate, lunedì chiuso

Biglietti: intero 5 euro, ridotto 3 euro

 

Biglietteria:

Palazzo Podestarile

Museo della Ceramica di Montelupo

Piazza Vittorio Veneto 11

50056 Montelupo Fiorentino (FI)

Telefono: 0571/51352

Fax: 0571/542588

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INCONTRO CON GLI AUTORI Angelo Cesselon. Il ritratto del divo

INCONTRO CON GLI AUTORI. Angelo Cesselon. Il ritratto del divo

14 maggio 2016 – MILANO – VIA GLUCK 45 -  Dalle 15:30 alle 20

LAPILLI 2 Cesselon lollo 2Sabato 14 maggio secondo appuntamento di Dipingere il cinema. Incontro con i cartellonisti dedicato ad Angelo Cesselon.

Dalle ore 15:30 sarà possibile visitare l’esposizione di alcuni dei bozzetti originali provenienti dall’Archivio Cesselon.

Alle ore 17:30 incontro sul pittore di cinema Angelo Cesselon. Intervengono Alessandra Forte Cesselon (Storica dell’arte e curatrice dell’Archivio Cinematografico Angelo Cesselon), Roberto Della Torre (Docente di Storia del cinema italiano, Università Cattolica, Milano) e Stefano Scarpari(collezionista).

Al termine dell’incontro un omaggio a colui che riuscirà a riconoscere il maggior numero di film dei bozzetti esposti!

Segue aperitivo per tutti i presenti

Angelo Cesselon (1922-1992) durante la sua carriera ha dipinto un numero altissimo di bozzetti, di cui non si è ancora potuta realizzare una schedatura definitiva, forse si arriva al numero impressionante di 3000. Di alcuni è possibile trovare l’immagine stampata, molti altri sono andati purtroppo perduti. Gli incisivi ritratti dipinti con tratto moderno, i tocchi compendiari di colore o le veloci spatolate costituiscono un logo imprescindibile riconoscibile da tutti e un importante riferimento per lo studio della sua personalità di creatore e sono utili per una maggior comprensione di questo particolare momento artistico. Tra le tante opere si ricordano i ritratti più belli degli attori del cinema internazionale, da Gina Lollobrigida ne’ la Romana’ a Marilyn Monroe ne ‘ La tua bocca brucia’ e ‘ Giungla d’asfalto’, da Ingrid Bergman a Gregory Peck di ‘Io ti salverò’ e Notorius ,  da Ava Gardner nel 'Il bacio di Venere' (foto) ad Amedeo Nazzari e Anna Maria Ferrero di ‘ Pietà per chi cade’, a Kirk Douglas del ‘ Il grande campione’, da Burt Lancaster a Gary Cooper di ‘Vera Cruz’ , a James Dean e Totò , da Fernandel a Marlene Dietrich, ha collaborato con le maggiori case di produzione, come la Metro Goldwin Mayer, la Twenty Century Fox, la Minerva, la Paramount, la Columbia , la Cineriz, l’Enic e la Titanus. 

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Sorrento, inaugurata la mostra “Maria Teresa, la luce di Dio” realizzata a Calcutta (1991/1996) da Raffaele Celentano

LAPILLI MadreTeresa press

Sorrento,  “Madre Teresa, la luce di Dio” 30 scatti dedicati a Madre Teresa realizzati a Calcutta (1991/1996) da Raffaele Celentano

Inaugurata, nel centro storico di Sorrento all’interno della Chiesa dell’Addolorata (vicolo San Cesareo), la mostra fotografica “Madre Teresa, la luce di Dio” dedicata a Maria Teresa di Calcutta, realizzata dal fotografo Raffaele Celentano. L’esposizione, visitabile tutti i giorni dalle ore 10:00 alle ore 21:00 fino al 10 agosto 2016,  e’ frutto di un viaggio a Calcutta  avvenuto tra il 1991 e il 1996. “Nel 1991, - racconta il fotografo Raffaele Celentano - con in tasca il primo incarico, mi recai in India per fotografare la vita lungo il Gange, il grande fiume sacro. Giunto a Calcutta decisi di visitare Maria Teresa e il suo ospedale per i derelitti”. Ed e’ proprio li’ che fu realizzato lo scatto che fece esclamare a Madre Teresa: Beautiful… the light of God! (Bella… la luce di Dio). 

Grazie a quell’immagine Madre Teresa, gia’ di indole disponibile ed accogliente, nel 1996 concesse al fotografo sorrentino di farsi seguire ovunque, persino sull’altare, permettendogli cosi’ di realizzare le 30 immagini 50x70 che sono esposte a Sorrento.

Di Madre Teresa – ha dichiarato Raffaele Celentano – mi ha colpito il suo essere sempre all’opera. A Calcutta non c’era posto per i ripensamenti o per l’inutile apparenza, tanto che – prosegue il fotografo – quando arrivai la prima volta nel 1991, riposi la macchina fotografica e senza esitare mi unii a lei, ai volontari e alle altre suore della carita’ per aiutare. Madre Teresa – conclude Celentano – riusciva a trasmettere la voglia di darsi da fare per il prossimo e di essere sempre disponibili e accoglienti nei confronti di chi ha bisogno”.

Raffaele Celentano e’ nato a Sorrento. Dal 1986 vive tra Monaco e la Penisola Sorrentina. Gallerie Celentano: ReichenbachstrsBe, 23, 80469 Monaco, Germania -  Sorrento International Photo School Chiostro di  San Francesco, Sorrento bay Naples, Italy. Per info www.raffaelecelentano.com

 

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Prorogata a sabato 11 giugno 2016 la personale di Enrico Benetta alla galleria Tornabuoni Arte – Contemporary Art, in via Maggio 58r a Firenze

LAPILLI Elisir d¹arancio 201Il lavoro di Benetta è caratterizzato da un linguaggio che si muove su diversi registri stilistici, mirabilmente giocati dalla forte personalità dell’artista, che fonde insieme fonti culturali lontane tra loro. La sua opera è rivolta ad un pubblico vasto ed eterogeneo; ciascuno, in base alla propria sensibilità artistica, letteraria e affettiva, la può fruire o godere. Tratto distintivo dei suoi lavori, siano essi tele o installazioni, è il carattere di stampa per eccellenza, il Bodoni, divenuto la cifra stilistica dell’artista, base per la creazione di un’originale e casuale “trama” visiva. È come se le lettere, per Benetta, non fossero l’elemento primario della parola, ma andassero contemplate in sé, come pensiero costitutivo dell’opera stessa. Le lettere, infatti, cadono dalle pagine creando nuove storie, nuove avventure che l’immaginazione dello spettatore rielabora e conclude, dando ogni volta un diverso significato all’opera stessa. L’acciaio corten, materiale naturale usato per le sculture, trasmette alle opere una patina di antico che evoca in pieno il fascino dei grandi volumi del passato.

In mostra, da Tornabuoni Arte – Contemporary Art, sarà esposta una selezione di opere recenti, sia pitture che sculture, che mette l’accento sull’ultima produzione dell’artista. Nell’evoluzione della sua ricerca e del suo linguaggio, Benetta non rinuncia all’uso della parola o del Bodoni, ormai parte del suo Dna, e procede piuttosto verso una metamorfosi dei toni e del colore verso inediti bianchi e neri, mediati dalle scale di grigi, indagando la potenza espressiva del silenzio. “Il simbolismo del colore e le velature soprastanti le lettere Bodoni - scrive Chiara Casarin in catalogo - inducono ora  a una riflessione più profonda, a una meditazione sul senso della pausa, del vuoto… L’indagine sull’eloquenza del silenzio è portata avanti dall’artista trevigiano come un viaggio interiore nei luoghi spirituali, dove possono essere ritrovati quegli elementi importanti per l’uomo singolo e che, in fin dei conti, sono quelli che vanno a formare l’identità di ognuno”.

Durante la mostra, in anteprima assoluta, verrà proiettato il video “The Beginnig of Time”, girato in occasione della realizzazione della grande installazione che Benetta ha creato indagando il delicato e urgente tema dell’acqua.

Un secondo video, “The White Shhh – Silence”, è il racconto che l’artista ha voluto condividere sulla sua prima esperienza creativa con i maestri vetrai di Murano, di cui sono presenti due piccoli esemplari in mostra.

Enrico Benetta nasce nel 1977 a Montebelluna (Treviso) dove attualmente vive e lavora, si diploma nel 2001 presso l’Accademia di Belle Arti di Venezia ed inizia il proprio percorso artistico nell’arte contemporanea. Lavora con importanti gallerie come Galleria Russo di Roma e Tornabuoni Arte di Firenze. Del 2014 è la personale “Dandelion” a Treviso, presso gli Spazi Bomben della Fondazione Benetton, mentre del 2015 è “The White Shhh” alla Venice Projects Fenice Gallery di Berengo Studio 1989, in occasione della Biennale d’Arte di Venezia.

La mostra è accompagnata da un catalogo FORMA Art Today, con testo a cura di Chiara Casarin.

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Napoli. Mostra bibliografica-iconografica "Il Regno Ritrovato. Percorsi culturali nella Napoli di Carlo di Borbone

FESTA CON I LAVORATORI IN BIBLIOTECA PER CONOSCERE PROFESSIONALITÀ E COMPETENZE dalle 9 alle 18,30

•       I bibliotecari si presentano ai lettori

•       Incontro con i Restauratori  del libro e visita del laboratorio

Apertura straordinaria

Biblioteca Nazionale

VITTORIO EMANUELE III

Napoli

 ore 9,00 alle ore 18,30

Lapilli BN NapoliOre 11,00 inaugurazione della mostra bibliografica-iconografica  "Il Regno Ritrovato.  Percorsi culturali nella Napoli di Carlo di  Borbone " ( La mostra è organizzata nell’ambito delle Celebrazioni promosse  dal Comitato per il Tricentenario della nascita di Carlo di Borbone  e resta aperta fino al 5 novembre)

Manoscritti e libri a stampa documentano  l’arrivo a Napoli di Carlo di Borbone e le iniziative illuminate del sovrano : La costruzione della reggia di Caserta,il Teatro di San Carlo , le scoperte archeologiche volute dal  sovrano e che resero il regno di Napoli meta privilegiata del Grand Tour,:  esposti  gli autografi  di Vanvitelli , Metastasio, Vico, Genovesi ed il prezioso  Breviario appartenuto a   Paolo III Paolo III Farnese, appartenente con altre rarità  alla  collezione Farnese,  che Carlo ereditò dalla madre Elisabetta. E’  uno dei nuclei librari di maggior pregio sui quali si è andata costituendo, alla fine del XVIII secolo, La Reale Biblioteca di Napoli, ora Nazionale “Vittorio Emanuele III”.

In occasione del 1 maggio dalle ore 9,00 in poi la mostra è affiancata da un percorso bibliografico che documenta attraverso le  preziose testimonianze  delle raccolte delle  Sezioni  Napoletana - Sale di Consultazione - Periodici    alcuni momenti salienti della vita del   Regno nel XVIII secolo, analizzando dal punta di vista storico, economico e culturale un periodo particolarmente importante per la storia del Sud e dell’Italia , che vide Napoli grande  capitale europea.  Presso la sala Reference è possibile consultare una sitografia dedicata al grande sovrano.