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Allo Spazio Varesina 204, un nuovo sabato dedicato
alla cultura e alla tradizione nipponica
Sabato 27 dicembre, ore 16.00
Origami a tavola: l’arte giapponese che accoglie
Laboratorio a cura di Kiyoko Miyagoshi
Continuano gli appuntamenti collaterali di Itadakimasu, la mostra che racconta il Giappone attraverso storie, sapori e rituali legati al cibo. In questo percorso dedicato alla cultura quotidiana nipponica, sabato 27 dicembre il pubblico è invitato a partecipare a un laboratorio che unisce creatività e tradizione, esplorando l’arte dell’Origami applicata alla tavola e all’ospitalità giapponese.
Origami a tavola: l’arte giapponese che accoglie è un appuntamento dedicato alla scoperta di come l’antica arte dell’Origami possa essere applicata alla tavola, trasformandola in uno spazio di bellezza, armonia e attenzione ai dettagli. Attraverso un’attività pratica, i partecipanti saranno guidati nella realizzazione di piccoli oggetti di carta — come porta bacchette, sottobicchieri e segnaposti — che raccontano l’ospitalità giapponese e il valore simbolico dei gesti legati al momento del pasto.
Il laboratorio è condotto da Kiyoko Miyagoshi, nata a Himeji e cresciuta a Kyoto, insegnante e divulgatrice di cultura giapponese. Da anni vive in Italia, dove promuove le tradizioni del suo Paese attraverso laboratori dedicati a Origami, Temari e Furoshiki, accompagnando il pubblico in un percorso che unisce creatività, arte e cultura quotidiana nipponica.
L’incontro si inserisce nel programma degli eventi collaterali di Itadakimasu come occasione di approfondimento e partecipazione, offrendo al pubblico un’esperienza che coniuga manualità, estetica e ritualità.
Per partecipare
Tutti gli incontri sono a ingresso libero per i possessori del biglietto della mostra, anche se acquistato in una giornata precedente rispetto a quella in cui si svolgono. Il pubblico può anche partecipare solo all’evento collaterale desiderato, senza acquistare il biglietto della mostra, al costo di € 7,00, oppure partecipare all’evento e tornare a visitare la mostra per la seconda volta, al costo di € 8,00. La prenotazione è obbligatoria scrivendo alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Tutte le informazioni sono disponibili alla pagina degli eventi collaterali su www.mostraitadakimasu.it.
INFORMAZIONI
ITADAKIMASU. Storie Nascoste nella Cucina degli Anime
Milano, Spazio Varesina 204 (Via Varesina 204, 20156 Milano, Italia)
15 novembre 2025 – 6 aprile 2026
Orari
Dal martedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 19:00 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura)
Sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 20:00 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura)
Lunedì chiuso
Biglietti
Intero 13,50 € | Ridotto 10,00 € | Ridotto bambini dai 7 ai 12 anni 5,00 €
MOSTRA ITADAKIMASU
Tel. +39 333 6811415
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. | www.mostraitadakimasu.it
FB @itadakimasu_mostra | IG @mostraitadakimasu
Vertigo Syndrome Tel. +39 351 656-0343 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. | www.vertigosyndrome.it FB @vertigosyndrome | IG @vertigo_syndrome_
Spazio Varesina 204 Tel. +39 331 784 1330 Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. | www.spaziovaresina204.it IG @_varesina204
La mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano” viene prorogata fino al 4 maggio 2026.
Regalatevi un tuffo nella storia tra cibo, cultura e scorci paesaggistici mozzafiato.
Il Parco Archeologico di Ercolano e la Fondazione Ente Ville Vesuviane annunciano la proroga della mostra “Dall’uovo alle mele. La civiltà del cibo e i piaceri della tavola a Ercolano”, allestita negli spazi monumentali di Villa Campolieto, splendida dimora settecentesca del Miglio d’Oro. L’apertura dell’esposizione viene prorogata al 4 maggio 2026.
Una scelta dettata dal grande gradimento espresso dal pubblico, che ha dimostrato un forte coinvolgimento per il tema dell’esposizione e per l’esperienza immersiva proposta. La proroga rappresenta così un vero e proprio regalo di Natale per il nostro pubblico, che potrà continuare a vivere questo viaggio nella storia del cibo per molti mesi ancora.
Aperta lo scorso 28 marzo, la mostra conduce i visitatori in un percorso immersivo dedicato alla cultura alimentare nell’antica Ercolano, mettendo in dialogo reperti unici, suggestioni visive e la raffinata architettura vanvitelliana del luogo che la ospita. Il cibo, inteso come elemento identitario e sociale, diventa il filo conduttore di un viaggio che unisce presente e passato, grazie anche alla presenza di immagini della moderna Ercolano che dialogano con la quotidianità del mondo romano.
L’allestimento, concepito nel rispetto degli ambienti decorati del piano nobile della villa, utilizza la formula della “stanza nella stanza” per valorizzare sia la collezione archeologica sia gli spazi storici. Il percorso permette di apprezzare reperti organici di straordinaria conservazione – pane, cereali, legumi, frutta, uova, frutti di mare – restituiti in forma carbonizzata dall’eruzione del 79 d.C., insieme a utensili, vasellame e oggetti di uso quotidiano. Un patrimonio che documenta con precisione le abitudini alimentari degli antichi Ercolanesi, dalla produzione allo smaltimento del cibo.
La mostra si inserisce in un progetto avviato nel 2018 con il ciclo “Ercolano 1738-2018. Talento Passato e Presente”, volto a valorizzare gli aspetti più significativi della vita nella città antica attraverso tre esposizioni dedicate rispettivamente agli ori, ai legni e al cibo, ospitate nei luoghi più rappresentativi del territorio: l’Antiquarium del Parco Archeologico, la Reggia di Portici e Villa Campolieto.
INFORMAZIONI PER LA VISITA
Luogo: Villa Campolieto, Corso Resina 283, Ercolano (NA) Date: 28 marzo – 4 maggio 2026
Orari: 09:00 – 19:00 (ultimo ingresso ore 18:00)
BIGLIETTI
Biglietto combinato Parco Archeologico di Ercolano + Mostra
€ 19 intero
€ 4 ridotto (minori 6–18 anni e soggetti aventi diritto ad agevolazioni secondo normativa statale)
Gratuità: minori fino a 6 anni; persone con disabilità e un accompagnatore
Biglietto combinato Villa Campolieto + Mostra
€ 7 intero
Gratuità: minori fino a 6 anni; persone con disabilità e un accompagnatore
Parcheggio: interno gratuito fino a esaurimento posti
Giorni di chiusura della mostra: 24, 25, 31 dicembre.
Allo Spazio Varesina 204 un nuovo incontro per approfondire
storia, gesti e ritualità della cultura giapponese
Sabato 13 dicembre 2025, ore 16:00
Il linguaggio nascosto del kimono con Chiara Bottelli
Proseguono gli eventi collaterali della mostra Itadakimasu - Le storie nascoste nella cucina degli anime che fino al 6 aprile 2026, allo Spazio Varesina 204 di Milano, racconta la cultura giapponese attraverso storie, sapori e riti della tavola.
Sabato 13 dicembre, alle 16.00, la nipponista e ricercatrice tessile Chiara Bottelli guiderà un incontro dedicato al kimono e al suo ricchissimo linguaggio simbolico. Un abito il cui nome si traduce semplicemente in “cosa da indossare”, ma racchiude un mondo di allusioni, valori e racconti intrecciati tra arte, natura e tradizione.
Nel corso dell’appuntamento, il pubblico esplorerà il significato dei motivi floreali e delle decorazioni, scoprendo come ogni kimono parli di stagioni, storie e tradizioni culturali del Giappone. L’incontro offrirà un affondo affascinante sulla poetica del vestire giapponese, dal legame con rituali come l’hanami ai modelli cerimoniali e nuziali più raffinati, fino alla dimensione più sottile dell’“arte della seduzione” nipponica, dove l’eleganza vive nei dettagli, nei gesti misurati e nella potenza del non detto.
Per partecipare
Tutti gli incontri sono a ingresso libero per i possessori del biglietto della mostra, anche se acquistato in una giornata precedente rispetto a quella in cui si svolgono. Il pubblico può anche partecipare solo all’evento collaterale desiderato, senza acquistare il biglietto della mostra, al costo di € 7,00, oppure partecipare all’evento e tornare a visitare la mostra per la seconda volta, al costo di € 8,00. La prenotazione è obbligatoria scrivendo alla mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..
Tutte le informazioni sono disponibili alla pagina degli eventi collaterali su www.mostraitadakimasu.it.
INFORMAZIONI
ITADAKIMASU. Storie Nascoste nella Cucina degli Anime
Milano, Spazio Varesina 204 (Via Varesina 204, 20156 Milano, Italia)
15 novembre 2025 – 6 aprile 2026
Orari
Dal martedì al venerdì dalle ore 10:00 alle ore 19:00 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura)
Sabato, domenica e festivi dalle ore 10:00 alle ore 20:00 (ultimo ingresso un’ora prima della chiusura)
Lunedì chiuso
Biglietti
Intero 12,50 € | Ridotto 10,00 € | Ridotto bambini dai 7 ai 12 anni 5,00 €
MOSTRA ITADAKIMASU
Tel. +39 333 6811415
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. | www.mostraitadakimasu.it
Il pittore del Re. Luigi Norfini nell’Italia del Risorgimento
a cura di Luisa Berretti, Emanuele Pellegrini, Ettore Spalletti
Musei Nazionali di Lucca, Casermetta di Villa Guinigi e Palazzo Mansi
Pescia, Museo Palazzo Galeotti
20 dicembre 2025 – 26 aprile 2026
Dal 20 dicembre 2025 al 26 aprile 2026 i Musei Nazionali di Lucca, nella Casermetta di Villa Guinigi e nelle sale di Palazzo Mansi,e il Museo Palazzo Galeotti di Pescia ospitano Il pittore del Re. Luigi Norfini nell’Italia del Risorgimento, la prima grande mostra monografica dedicata a Luigi Norfini (Pescia 1825 – Lucca 1909), in occasione del bicentenario della nascita.
Figura centrale nella costruzione dell’immaginario risorgimentale e protagonista della vita culturale toscana di fine Ottocento, Norfini torna oggi al centro dell’attenzione con un progetto che ne riscopre la modernità e il ruolo di interprete della nuova identità nazionale.
Curata da Luisa Berretti, Emanuele Pellegrini ed EttoreSpalletti, l’esposizione rappresenta un’occasione unica per rivivere una stagione cruciale dell’arte italiana. Dislocata in più sedi, trova il cuore del progetto nella Casermetta del Museo Nazionale di Villa Guinigi: qui sono riuniti, per la prima volta, numerosi dipinti del maestro, messi a confronto con opere dei protagonisti della pittura del Risorgimento – come Giovanni Fattori, suo amico e coetaneo, Silvestro Lega, Telemaco Signorini - insieme a prestiti provenienti da musei di Milano, Torino e Firenze e da collezioni private, molti dei quali mai esposti al pubblico. Tra questi, alcuni sono di proprietà degli eredi del pittore, senza i quali questo progetto non si sarebbe potuto realizzare con la stessa completezza.
Il percorso, il cui allestimento è a firma di Luigi Cupellini, trova un ideale completamento nelle opere di Norfini conservate nella collezione permanente del Museo Nazionale di Palazzo Mansi, sempre a Lucca, e in quella del Museo Civico di Palazzo Galeotti a Pescia, recentemente riallestito, dove si trovano dipinti e disegni dell’artista.
Formatosi all’Accademia di Belle Arti di Firenze sotto la guida di Giuseppe Bezzuoli, Norfini partecipò alle Guerre di Indipendenza come volontario a Curtatone, realizzando una serie di disegni direttamente sul campo che restano tra le testimonianze più vive del Risorgimento. Legato alla Casa Savoia e alle istituzioni accademiche fiorentine e lucchesi, di quest’ultima ricoprì anche il ruolo di direttore, svolse un’intensa attività pubblica, organizzando mostre e promuovendo la salvaguardia del patrimonio artistico. A Lucca, città della maturità, divenne un punto di riferimento per la cultura figurativa locale e nazionale.
Una vicenda tutta da riscoprire: quella di un artista capace di dare un volto all’Italia che stava nascendo, autore di grandi quadri di battaglia e raffinato ritrattista della nuova borghesia e dei primi sovrani d’Italia. Nel corso di oltre mezzo secolo, Norfini contribuì a definire il linguaggio visivo della Toscana ottocentesca, unendo impegno civile e sensibilità artistica.
Tra le opere emblematiche spiccano soprattutto le due monumentali battaglie in prestito rispettivamente dal Museo Nazionale del Risorgimento di Torino e da quello di Milano: la prima, intitolata Vittorio Emanuele II e gli zuavi. Vittoria di Palestro (1863), che verrà restaurata in occasione della mostra dal Centro Conservazione Restauro La Venaria Reale, e la seconda, Carlo Felice Nicolis, conte di Robilant, ferito alla mano sinistra continua a dare ordini alla sua artiglieria, detta anche La Battaglia di Novara (1859). Il dialogo tra i due grandi dipinti offrirà l’occasione di immergersi letteralmente nelle passioni e negli ideali del Risorgimento italiano.
Organizzata in sezioni tematiche, l’esposizione, oltre a mettere in luce la storia e la carriera del pittore, a partire dagli esordi, attraversa la storia italiana dall’Unità ai primi anni del Novecento, evocando i protagonisti e gli episodi che ne segnarono il cammino – da Silvio Pellico a Vincenzo Gioberti e Giuseppe Giusti. Accosta opere suggestive e poco note: accanto alle grandi tele raffiguranti episodi di battaglie delle guerre di Indipendenza, presto entrate in possesso del re Vittorio Emanuele II, sono esposte opere di Ademollo, Fattori, Lega e Signorini, creando un confronto inedito e stimolante. Arricchiscono inoltre il percorso dipinti significativi, come la Visita del Re Vittorio Emanuele al Castello di Brolio (ca. 1870), eseguiti per i Baroni Ricasoli a Brolio, nel Chianti, per i quali decorò il Castello, testimonianza del forte legame con Bettino Ricasoli, e la tela Il Duca di Monmouth che chiede perdono (1873), realizzata per il collezionista inglese Frederick Stibbert, appartenente al filone di carattere storico e una serie di ritratti della nascente borghesia, nonché gli ultimi, suggestivi, interni di studio. La mostra ha rappresentato anche un’opportunità per restituire nuova vita agli spazi rinnovati di Villa Guinigi e di Palazzo Galeotti di Pescia, e, in quest’ultimo caso, per presentare al pubblico opere restaurate ed emerse dai depositi per l’occasione.
Saranno organizzate attività didattiche e laboratori per le scuole a cura dei servizi educativi dei musei, e visite guidate condotte da specialisti, oltre a laboratori dedicati alle scuole, per avvicinare il pubblico di tutte le età alla figura di Norfini e al contesto del suo tempo.
In occasione dell’esposizione sarà pubblicato un catalogo edito da Maria Pacini Fazzi Editore.
Luigi Norfini
Pittore, patriota e maestro, Luigi Norfini (Pescia, 1825 – Lucca, 1909) fu interprete d’eccezione del suo tempo. Formatosi all’Accademia di Belle Arti di Firenze con Giuseppe Bezzuoli e Luigi Mussini, l’artista conobbe il fermento culturale che animava la Toscana dell’Ottocento, stringendo amicizie con i protagonisti della pittura del momento, tra cui Giovanni Fattori e Silvestro Lega. Norfini visse in prima persona il Risorgimento: nel 1848 partì volontario per combattere a Curtatone, un'esperienza fondamentale per la sua vicenda umana e la sua pratica artistica. Le grandi tele che dedica alle battaglie di Novara, Palestro e San Martino raccontano l’Italia che nasce ma anche la dignità e il coraggio degli uomini e le donne che la stavano costruendo. Il suo talento fu presto riconosciuto e apprezzato anche dai Savoia: realizzò infatti diversi dipinti per i primi sovrani d'Italia, tra cui il grande ritratto di Vittorio Emanuele II per la sala del Trono del Palazzo del Quirinale. Accanto alla pittura di storia, Norfini fu un raffinato ritrattista della nascente borghesia italiana: banchieri, avvocati ed eruditi che si affidarono al suo pennello capace di cogliere, con eleganza e modernità, l’essenza dell’individuo. Direttore del Regio Istituto di Belle Arti di Lucca per oltre vent’anni, membro di numerose accademie e insignito di svariati premi, Norfini fu un instancabile promotore di cultura e apprezzato maestro, lasciando un’impronta decisiva nei numerosi allievi con cui mantenne relazioni profonde e affettuose per tutta la vita.
La mostra è promossa dai Musei nazionali di Lucca, Direzione Regionale Musei della Toscana del Ministero della Cultura, dal Comune di Lucca, dalla Scuola IMT Alti Studi Lucca, dal Museo Palazzo Galeotti, Pescia, e dal Comune di Pescia. È realizzata con il sostegno della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, della Direzione Generale Musei, della Regione Toscana e della Fondazione Caript.
Info mostra:
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Ingresso: Pescia Musei (Museo Libero Andreotti + Museo Palazzo Galeotti) 5,00 €; ridotto (minori di anni 25, maggiori di anni 65, gruppi di almeno 10 persone, SIMUP), € 3, gruppi di almeno 10 persone – SIMUP;
gratuito: minori di 18 anni, insegnanti, persone con disabilità e accompagnatore, guide turistiche e interpreti turistici, docenti e studenti universitari, giornalisti iscritti all’Albo, membro dell’ICOM
Orari di apertura: martedì e giovedì: dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 15.00 alle 17.30.
Galleria CasaAbitata – Via Montebello 22/24R, Firenze
6 dicembre – 10 gennaio 2026
Inaugurazione | sabato 6 dicembre | ore 17.00
CasaAbitata, laboratorio visivo e galleria d’arte e design nel cuore di Firenze, inaugura sabato 6 dicembre alle ore 17.00 la nuova mostra personale di Rita Pedullà, Bestiario:Animali Sacri, che resterà visitabile fino al 10 gennaio 2026 nella sede di via Montebello 22-24/r.
Con questa esposizione, Pedullà, nota per la sua capacità di trasformare la materia pittorica in immagini cariche di simboli e risonanze emotive, propone un percorso poetico sul rapporto tra uomo e animale, tra simbolo ed esperienza sensibile, con una selezione di grandi opere su carta kraft e nera in cui le figure animali diventano strumenti per esplorare istinto, memoria, emozione, fragilità, slanci e libertà primordiale.
Nel corpo del suo lavoro, Rita Pedullà costruisce un vero e proprio bestiario emotivo, dove il tratto si alterna tra gesto istintivo e attenzione minuziosa, mentre macchie, colature, velature dorate e superfici nude rimandano tanto alla pittura rupestre quanto ai bestiari medievali e a una dimensione archetipica dell’immagine. “Ogni animale nasce da un’urgenza”, afferma l’artista. “Non li dipingo per raccontare loro, ma per raccontare ciò che in noi si muove quando li guardiamo”. Questi ultimi sono colti in un frame di movimento o nella quiete statica di chi osserva: non solo soggetti da ammirare, ma esseri che guardano noi con un rapporto di simpateticità, portando ognuno di noi a riconoscersi nelle loro libertà e nelle loro schiavitù, nei loro atteggiamenti e nelle loro fragilità.
“Chi sceglie di vivere a contatto con la natura sa, più di altri, che non passerà giorno senza un incontro speciale: una farfalla che si posa lieve, un falco che attraversa in silenzio il cielo blu, un cerbiatto che corre tra le vigne, un usignolo che canta nella notte… Ciascuno di questi animali porti con sé un messaggio: di forza, di speranza, di gioia, un segno da interpretare. Quando restiamo connessi all’universo, la vita si fa armoniosa, e la meraviglia torna a essere parte dei nostri giorni. In questa mostra gli animali dipinti sono creature sacre: a volte umane, a volte selvatiche. Li offro al vostro sguardo, perché possiate leggerci la vostra storia, la vostra emozione, la vostra interpretazione”, afferma Rita Pedullà.
Come in molte culture e religioni, gli animali sacri rivestono un ruolo speciale, spesso fungendo da collegamento tra l’umanità e il divino. La loro simbologia permette di esplorare virtù, vizi e forze naturali – dalla purezza della colomba al coraggio del leone fino all’ambiguità del serpente – trasformando ogni figura in un’icona aperta in cui osservazione, interiorità e materia cromatica si intrecciano, invitando lo spettatore a completarla con il proprio vissuto. La stessa carta su cui sono dipinti gli animali, nuda e con la sua superficie irregolare, evoca le pareti delle grotte preistoriche e le pagine dei bestiari medievali, sottolineando il legame tra memoria, simbolo e esperienza sensibile, e conferendo al bestiario di Pedullà una dimensione allegorica, poetica e profondamente umana.
Animali Sacri propone, negli spazi di CasaAbitata, anche le incisioni e acqueforti dedicate al mondo animale di Laura Felici e gli origami zoomorfi di Simone Popovich.
In occasione dell’inaugurazione di sabato 6 dicembre, il percorso di Animali Sacri si arricchisce delle composizioni sonore di Katia Presti, della lettura performativa di Alessia Mandola e delle animazioni di Martin Conradi, in una serata in cui linguaggi diversi si incontrano e si sovrappongono trasformando la galleria in un ambiente abitato da forme, simboli e suggestioni visive.
L’artista
Rita Pedullà nasce in Calabria nel 1966. Dopo il diploma in Arti Grafiche all’Istituto d’Arte di Firenze e gli studi in Scenografia all’Accademia di Belle Arti, si dedica inizialmente alla grafica, per poi concentrarsi esclusivamente sulla pittura dal 1992. Nel suo lavoro costruisce un linguaggio materico e simbolico, in cui le emozioni, i ricordi e la memoria si trasformano in immagini evocative. Ha esplorato temi legati alla natura, all’identità, al corpo e all’anima, sviluppando opere che riflettono stati d’animo, viaggi e momenti intimi. Vive in un borgo del Chianti, dove trova il suo “rifugio creativo” e una profonda connessione con la natura. Ha partecipato a numerose mostre personali e collettive in Italia, ottenendo riconoscimenti come il Premio Arte Mondadori (2006) e il Premio Marchionni — sezione Grafica (2017), e le sue opere sono state acquisite da enti pubblici come la Corte dei Conti di Potenza. Il suo lavoro crea un immaginario coerente e riconoscibile, in cui la pittura diventa specchio dell’anima e della vita.
CasaAbitata
CasaAbitata, diretta dal graphic designer Andrea Del Sere, è galleria, laboratorio e spazio di progettazione che continua la sua attività ospitando mostre, incontri, workshop e progetti di ricerca capaci di mettere in relazione arte, design e sperimentazione. “Il nostro lavoro – spiega Del Sere – richiede la creazione di progetti dal contenuto artistico ed emozionale, coinvolgendo professionisti e artisti per dar vita a proposte che uniscono design, grafica, arte e ricerca visiva”. Nella nuova sede la galleria prosegue la sua vocazione come luogo espositivo, spazio di comunicazione e scuola di pittura con un calendario di mostre, presentazioni e attività dedicate al pubblico.
Casa Abitata:
tel. 339 7668958 | Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. | www.casaabitata.it