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Sergio Assisi incontra il pubblico del Duel Village

In sala anche Ernesto Lama e Massimo Andrei 

LAPILLI locandinaANAPOLINONPIOVEMAIwebSguardo sornione, battuta sempre pronta, sorriso rassicurante. In due parole: Sergio Assisi alias Barnaba. Questo il nome del personaggio interpretato dall’attore napoletano nel suo primo film da regista ‘A Napoli non piove mai’che sarà presentato al Duel Village di Caserta domenica 4 ottobre alle ore 20:30. Sul palco del cine-teatro di via Borsellino, Sergio Assisi sarà affiancato da Ernesto Lama e Massimo Andrei. Tre personaggi molto particolari alle prese con una commedia, spontanea e fresca, che mette in scena tre diverse sindromi sullo sfondo di un Sud ricco di tesori nascosti. Il film, di cui Assisi è anche autore e produttore, è stato girato infatti in alcuni dei beni monumentali più belli di Napoli. Tra le location la Chiesa di Santa Marta, Castel dell’Ovo e il Maschio Angioino, la Villa Vannucchi di San Giorgio a Cremano e tanti quartieri caratteristici come Posillipo, Mergellina, Montecalvario, Chiaia e Vomero. Nel cast anche Valentina Corti, Francesco Paolantoni, Nunzia Schiavo, Gaetano Amato, Benedetto Casillo e tanti altri. Reduce dal successo della commedia teatrale ‘Oggi sto da Dio’ di cui è coautore e interprete, Sergio Assisi, divenuto famoso grazie a serie televisive di successo come ‘Capri’ e ‘Il commissario Nardone’ e ruoli cinematografici di spessore come il re Ferdinando IV di Borbone nel lungometraggio di Lina Wertmuller, si prepara ora a girare l’Italia e l’Europa con questo progetto filmico che ha ottenuto il riconoscimento di interesse culturale dal Mibact. ‘A Napoli non piove mai’ ha infatti l’obiettivo dichiarato di promuovere la città, da un punto di vista turistico e culturale, non soltanto sul territorio nazionale anche all’estero.

 

LAPILLI SERGIO ASSISI FOTO 150SERGIO ASSISI 

CINEMA

2014 Fratelli Unici regia di Alessio Maria Federici

2013 Ultima fermata regia di G. Assanti

2012 C'è sempre un perché regia di Dario Baldi

2005 Amore e libertà - Masaniello (protagonista) regia di Angelo Antonucci

2004 Guardiani delle nuvole regia di Luciano Odorisio

2000 L'uomo della fortuna (protagonista)regia di Silvia Saraceno

1999 Ferdinando e Carolina (protagonista) regia di Lina Wertmuller

FICTION

2015 Rimbocchiamoci le maniche regia di Stefano Reali

2013 Una coppia modello regia di Fabrizio Costa

2012 Il commissario Nardone regia di Fabrizio Costa

2012 Zodiaco - Il libro perduto regia di Tonino Zangardi

2010 Le ragazze dello swing regia di Maurizio Zaccaro

2009 Mannaggia alla miseria regia di Lina Wertmuller

2008 Capri 2 regia di A. Barzini e G. Molteni

2007 Graffio di tigre regia di Alfredo Peyretti

2006 Assunta Spina regia di Riccardo Milani

2006 Capri regia di F. Marra e E. Oldoini

2005 Imperia, la grande cortigiana regia di Pier Francesco Pingitore

2005 Elisa di Rivombrosa 2 regia di C.TH Torrini

2005 La contessa di Castiglione regia di Josée Dayan

2003 Ics - L'amore ti dà un nome regia di Alberto Negrin

2002 La casa dell'angelo regia di Giuliana Gamba

2001 L'attentatuni regia di C. Bonivento

2000 La squadra registi vari

LA TRAMA

Dopo l’ennesimo litigio col padre, che ogni giorno gli ripete di trovarsi un lavoro stabile e la rottura con la fidanzata che lo accusa di soffrire della sindrome di Peter Pan, Barnaba (Sergio Assisi) decide di andare via di casa. L'unico a dargli ospitalità è Jacopo (Ernesto Lama), un suo vecchio compagno di scuola che soffre della sindrome dell’abbandono, e che tenta continuamente il suicidio. Intanto in una città del nord Sonia (Valentina Corti), che ha appena discusso la tesi di dottorato, pur di sfuggire al padre che la vorrebbe a lavorare in azienda con lui, decide di accettare un lavoro di restauro in una piccola chiesa di Napoli. Il problema è che soffre della sindrome di Stendhal che la fa svenire di fronte alle opere d'arte. Certo che San Gennaro possa fargli il miracolo di ricaricargli il bancomat, Barnaba continua a pregare il santo proprio nella chiesa dove arriva Sonia per restaurare un dipinto. L’incontro tra Barnaba, Sonia e Jacopo porterà questi tre personaggi a superare le rispettive “sindromi” e affrontare la vita con ottimismo e positività, come se ci fosse sempre il sole, convinti che tanto a Napoli non piove mai…

IL TRAILER

https://www.youtube.com/watch?v=1knD-GQJqNk 

 

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L’Associazione Culturale NarteA presenta Meretrices – Tra le pieghe dell’ipocrisia

LAPILLI NarteA 3 10 15Oltre la casa del famosissimo Domenico Mondragone, a Napoli esistono altri antichi luoghi dove l’arte della seduzione nasconde in seno la storia partenopea: sabato 3 ottobre 2015 (dalle ore 19:00) l’Associazione Culturale NarteA alza il sipario al Club 55 di via Toledo con “Meretrices – Tra le pieghe dell’ipocrisia”, uno spettacolo itinerante che, seguendo le impronte del tempo, indaga la storia del mestiere più antico del mondo per svelare pagine di storie occultate. Testi e regia di Febo Quercia, con gli attori professionisti Marianita Carfora, Annalisa Direttore, Peppe Romano, Katia Tannoia, e le musiche del Maestro Biagio Terracciano. Costumi di Antonietta Rendina. Per partecipare all'evento, è obbligatoria la prenotazione ai numeri 339.7020849 - 334.6227785. Il costo del biglietti è di €12,00 a persona.

Lo scopo della parlamentare socialista Merlin, quando varò la legge che porta il suo nome, era sollevare lacondizione femminile in Italia – spiega Febo Querciapoiché partiva dal presupposto che la prostituzione è un'attività degradante per la donna che nei bordelli pubblici lavora in condizioni di semischiavitù, ed era indegno che lo Stato riscuotesse tasse sul commercio del sesso. Quello che era vero nel 1958, però, non lo è totalmente nel2015. C'è la questione del decoro urbano: la prostituzione è uscita dai bordelli e si è riversata nei marciapiedi delle città

Non esistono doveri morali se non come vuoti termini coniati dalla società. Era il 4 marzo 1958 quando sulla Gazzetta Ufficiale fu pubblicata la legge Merlin per: “l’abolizione immediata della regolamentazione della prostituzione, norme più severe contro lo sfruttamento della prostituzione stessa, nonché la chiusura su tutto il territorio dei postriboli entro sei mesi”. Dal 1948 ad oggi, le “case chiuse” restano una tematica su cui l’opinione comune si divide, ma com'era la vita di queste veneri vaganti dell’epoca? Negli anni ‘50 Napoli contava circa 900 case di piacere: tra le umili lupanare dei Quartieri Spagnoli ai bordelli lussuosi di via Toledo non si trovavano solo donne di postriboli o meretrici tesserate, ma le storie di Napoli…perché la storia di un popolo passa anche attraverso le lenzuola stropicciate di alcuni letti.

Prima della Merlin, nel 1860, il governo Cavour pubblicò un regolamento sulla prostituzione che fu esteso a tutte le province annesse al Regno. Emanato per prevenire la riacutizzazione della sifilide nell'esercito piemontese in guerra, questa norma non fu applicata solo a scopi sanitari. Tale regolamento rappresentava infatti uno strumento di controllo sulle donne da parte della società. In particolare, si autorizzava l’apertura di postriboli di Stato divisi in categorie, tassando il meretricio con imposte da versare nelle casse statali. Mille ruffiani aprirono, in pratica, i cancelli dell’ "Apocalisse", nascondendosi tra le pieghe dell’ipocrisia.

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