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Agenda

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XI Giornata del Contemporaneo alla Certosa di San Giacomo a Capri

dipingerepresenteSabato 10 Ottobre 2015. XI Giornata del Contemporaneo. Ingresso gratuito nei musei che aderiscono alla Giornata. Il Polo museale della Campania partecipa alla manifestazione con 5 mostre in tre musei.
Nell’ambito del grande evento espositivo L’Albero della cuccagna. Nutrimenti dell’Arte, a cura di Achille Bonito Oliva, si svolgeranno due esposizioni a Castel Sant’Elmo e alla Certosa di Padula. Alla Certosa di San Giacomo a Capri sarà possibile visitare tre esposizioni

Dipingere il presente
Mostra collettiva dedicata alla pittura contemporanea che riunisce tredici artisti italiani e tredici artisti cinesi e prosegue nell’ormai consolidato impegno IGAV di confronto e scambio tra i due Paesi. La mostra è il risultato di una profonda ricerca sulle trasformazioni che la pittura sta assumendo come pratica concettuale, sperimentazione linguistica e punto di osservazione per indagare le dinamiche sociali e culturali della nostra epoca globalizzata.

VEDOVAMAZZEI
Vedovamazzei (Stella Scala e Simeone Crispino) presentano nella Certosa una serie di lavori ispirati alla cultura e alla storia artistica caprese. I due artisti campani, che dal 1991 portano avanti una ricerca fondata sull’utilizzo di diversi media, dalla pittura alla fotografia e al video, dalla scultura oggettuale all’installazione ambientale, hanno realizzato per l’occasione un insieme di opere il cui fulcro è costituito da un vero e proprio progetto di trasfigurazione ambientale e percettivo di uno spazio della Certosa.

Canone Inverso
Nella Giornata del contemporaneo sarà proposta al pubblico della Certosa una visita speciale, guidati dai curatori della mostra, Marco Izzolino e Lucia Zappacosta, che sveleranno curiosità, retroscena e tecniche artistiche utilizzate per la creazione delle quattro installazioni protagoniste dell’esposizione.
La visita si svolgerà dalle ore 10.00 alle ore 12.00

INFO www.polomusealenapoli.beniculturali.it

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Ottobre contemporaneo alla Certosa di Padula

Certosa di Padula mostra Emiliano MaggiCon il patrocinio di EXPO 2015, e con la collaborazione del MiBACT e del Programma sperimentale per la cultura Sensi Contemporanei dell’Agenzia per la Coesione Territoriale, Achille Bonito Oliva chiama a raccolta oltre quaranta artisti internazionali per un grande progetto espositivo, L’Albero della cuccagna. Nutrimenti dell’arte, dislocato su tutto il territorio nazionale.
Il Polo museale della Campania aderisce alla manifestazione, ospitando in due sedi prestigiose le opere di Maurizio Elettrico a Castel Sant’Elmo a Napoli , di Emiliano Maggi e di Matteo Fraterno alla Certosa a Padula.

Nella Certosa di Padula viene presentata l’opera di Emiliano Maggi Blue Nymph, ultima monumentale creatura del nuovo progetto performativo, The Nymphs Orchestra esposto per la prima volta nel 2014 al Mona Museum, in Tasmania. Maggi trasforma un tronco di 4 metri in uno strumento musicale sospeso tra passato ancestrale e presente tecno-rock, per far risuonare nel porticato del chiostro grande della Certosa il racconto senza parola del mito delle ninfe. Attraverso l'intervento dal vivo dell'artista il legno assume nuova vita e superando la sua valenza puramente scultorea e spaziale, fa propria la dimensione immateriale del tempo e del divenire.

Durante i tre giorni di presentazione l’installazione si anima con il concerto-performance Il Dio degli alberi canta la Ninfa blu, che accompagna il programma di visite previste due volte al giorno, alle 11.00 e alle 15.00, a molte opere dell’importante collezione d’arte contemporanea, conservata nelle celle della Certosa, nata in seguito alla rassegna Le opere e i giorni, curata da Achille Bonito Oliva dal 2002 al 2004.

Nell’ultima settimana di ottobre verrà presentata, infine, la seconda installazione ospitata dalla Certosa di San Lorenzo nell’ambito del progetto espositivo L’Albero della cuccagna. Nutrimenti dell’arte:
l’opera di Matteo Fraterno ispirata alla devozione popolare e ai santi patronali del territorio del Vallo di Diano.

Emiliano Maggi (Roma 1977) studia all’Accademia di Belle Arti di Roma per poi specializzarsi in Costume Design presso la Scuola Nazionale di Cinema di Roma. La sua poliedrica produzione spazia dalla performance alla produzione di gioielli, dal progetto musicale Estasy a lavori fotografici e pittorici. Nel 2011 vince (ex aequo con Tomaso De Luca) la seconda edizione del Premio Lum per l'Arte Contemporanea.
Tra le esposizioni collettive cui ha partecipato, si ricordano:
Subway Dreams, the Newsstand & Nero magazine for the Art Book Fair, NY; Vision & Prayer, Lorcan O'Neill Gallery, Roma (2013); Les intermittences du coeur Ex Elettrofonica, Roma (2012) ; Regeneration, Macro, Roma (2012); Patria Interiore, Goldent Threat Gallery, Belfast (2012); Argenti Dominus Vulpes, Rongwrongallery, Amsterdam, 2011; When in Rome, Italian Culture Institute, Los Angeles (2011); Life is Art, Santa Rosa, California (2010); Danse Macabre, Nomas Foundation, Roma (2010); New Orleans Art Biennial, KKK projects gallery, New Orleans (2008).

PERCORSO DI VISITA ALLA COLLEZIONE D’ARTE CONTEMPORANEA DELLA CERTOSA
CELLA 1 - Sol LeWit, Wall-drawing, 2004 - Robert Gligorov, Prey, 2003-Franz West e Tamura Sirbiladze, Invenzione, 2004.
CELLA 2 - Luca Maria Patella, De remediis utriusque fortunae, 2002 - Ousmane Ndiaye Dago, Femme Terre, 2004.
CELLA 3 - Luigi Ontani, SanLorenzomARTIre'dapAdula, 2003 - Adrian Tranquilli, Hero, 2004.
CELLA 4 - Alessandro Diaz de Santillana, Senza titolo, 2002 - Enzo Cucchi, Secco, 2004 - Alberto Garruti, Lastra d'oro, 2004 - Per Barclay, Fonte, 2003.
CELLA 5 - Giuseppe Zevola, La regola e l'eccezione, 2003 - Pietro Capogrosso, Nella misura in cui (due pannelli), 2004 - Federico Fusi, Modulazione 29. Il mio impegno siete voi redenti dal sangue di Cristo, 2003-2004
CELLA 7 - Dino Innocente, Lettere dalla memoria, 2002 e 2004 - Monica Biancardi, Santi, 2004,
CELLA 10 - Luca Pancrazzi, La cura del selvatico, 2002 - Carlo Benvenuto, Senza titolo, 2003.
CELLA 14 - H.H. Lim, La pazienza, 2002 - Renato Mambor, Forma e contenuti, 2004.
CELLA 15 - Jan Fabre, Sarcofago conditus, 2003 - Emilio Isgrò, Padrenostro delle formiche, 2004 - Mimmo Paladino e Toni Servillo, Non avrà un titolo, 2003 - Wainer Vaccari, Autoritratto allo specchio, 2004.

L’installazione Blue Nymph di Emilano Maggi sarà visitabile anche in occasione della XI edizione della Giornata del contemporaneo promossa da


INFORMAZIONI


Sede: Certosa di San Lorenzo, Padula, Viale Certosa, 1 - pm-cam.padula.amm @beniculturali.it; Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Date: 8 ottobre 2015 – gennaio 2016
Orario: ore 9.00 -19.30 (ultimo ingresso 19.00) ; martedì chiuso
Ingresso: Euro 4,00

Certosa di San Lorenzo, Padula

La costruzione della Certosa di San Lorenzo ebbe inizio nel 1306 per volontà di Tommaso Sanseverino, conte di Marsico. Il monastero, ubicato nel pianoro dominato dal centro antico di Padula, è uno dei più grandi d'Europa: la superficie totale supera i 50.000 mq di cui oltre 30.000 di superficie coperta.

La Certosa venne fondata non solo per rinsaldare il vincolo tra gli Angioini e il signore del Vallo di Diano, quindi per motivi diplomatici, ma anche per finalità pratiche. Il territorio di Padula, infatti, necessitava di una vasta opera di bonifica delle paludi createsi in seguito alle piene del fiume Tanagro e l' Ordine certosino aveva conoscenze e capacità per impegnarsi anche in tale attività. Il cenobio è articolato secondo il rigido schema consolidatosi nel corso dei secoli, fin dalla costruzione dell'ordine, fondato nel 1084 da S. Brunone di Colonia, in Francia.

Perciò, anche qui venne realizzata una struttura che manteneva netta la distinzione tra la parte bassa, destinata ai contatti sociali, all'attività amministrativa, agricola e artigianale, e la parte alta, dedicata invece alla clausura e alla vita ascetica dei Padri. Il parco recintato costituiva l'orto comune del complesso, coltivato a vite e cereali, e misurava oltre 20 ettari. Lungo i viali ortogonali si alternavano siepi ed alberi da frutto, mentre nei punti di intersezione si trovavano slarghi circolari delimitati da elci, allori e cipressi. Il complesso monastico crebbe di dimensione e di importanza nel corso dei secoli, fino al dominio Napoleonico, quando gli ordini monastici vennero soppressi. Fu allora che la Certosa di San Lorenzo venne saccheggiata e spogliata di gran parte dei tesori accumulati nei secoli: i quadri, gli ori, gli argenti, le statue ed i volumi della ricchissima biblioteca andarono dispersi. Al termine del periodo francese i Certosini tornarono nel monastero, ma nel 1866, dopo un lungo periodo oscuro, si giunse alla definitiva soppressione.

La Certosa, pur dichiarata Monumento Nazionale dal 1882, è stata abbandonata per decenni ed utilizzata come carcere, lazzaretto, caserma, scuola e, addirittura, come campo di concentramento durante le due guerre mondiali. Dal 1982 la Soprintendenza di Salerno e Avellino (che ha gestito la Certosa fino al 2014) ha intrapreso il lungo e complesso lavoro di restauro e rifunzionalizzazione degli spazi che ha ricondotto l'antica struttura all'originario aspetto: dal 1998 il Monumento è stato dichiarato dall'UNESCO Patrimonio dell'Umanità; oggi, tra l'altro, ospita il Museo Archeologico della Lucania Occidentale, gestito dall'Amministrazione Provinciale di Salerno e una importante collezione di opere d'arte contemporanea dal titolo Le Opere e i Giorni, frutto della Rassegna internazionale svoltasi negli anni 2002-2004. Nel Desertum – ovvero il grande spazio verde che circonda la Certosa – alcune installazioni di opere d'arte contemporanea che hanno dato luogo alla manifestazione pluriennale dal titolo Fresco Bosco (2003–2006), presentano diverse forme creative e offrono nuove suggestioni estetiche, promuovendo una innovativa lettura del paesaggio.

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