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Poesie

  • Scritto da Francesco Manca
  • Categoria: Poesie
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Guglielmina Agnoli, artista e poetessa  

Foto 250Guglielmina Agnoli,  docente del metodo Montessori 

Di origine partenopea ha portato nella capitale dove è nata e vive tutta l’energia del Vesuvio.

Spinta dalla forza dei lapilli cresce energica e creativa.

Già da adolescente e come autodidatta dipinge su tela, presenta una pittura figurativo - concettuale arrivando con la maturità ad abbracciare le varie forme di pittura. Raggiunge riconoscimenti e vari premi in molte città italiane.

Passo dopo passo è il caso di dire, idea e realizza Armonia Visuale il simbolismo nella danza per sordi e audiolesi.

Gli allievi possono danzare su brani di musica classica ascoltati solo con la vista.

Armonia Visuale il simbolismo nella danza metodo pregno di studio e impegno che viene presentato per la prima volta all' IS. S R .2° in Europa. 

Ma non si ferma.

Scrive stati di animo, riflessioni poetiche in romanesco e in napoletano. Temi contro la violenza sulle donne e le varie discriminazione del nostro tempo.

Scrive e disegna favole e fiabe che manda all’ Ospedale Bambino Gesù di Roma “Le storie di Teo".

Passione, entusiasmo e capacità sono gli ingredienti di Guglielmina Agnoli, artista generosa attenta alle dinamiche della nostra società.

In ogni espressione artistica di Guglielmina si trovano sempre leggerezza e profondità ironia e riflessione tristezza ed allegria e tutto ciò che il fruitore sente. 

 

Giorno 

L' albeggiare del giorno che viene,

va incontrando il chiarore d' aurora 

La rugiada posata sul pero tratteggia il profilo del ramo 

 Una brezza sfiora leggera, ogni filo di erba sul prato

Nella terra il lombrico comincia pian piano una nuova salita

Un morbido becco spertugia pian piano il suo uovo 

Poi nel cielo e nell' aria si ascolta un concerto che canta alla vita

Il ruscello continua il suo corso,

incosciente cammino 

la sua acqua lo sazia di già 

Poi l’abbraccio del mare infinito...

... infinitamente lo cullerà

Trasformata è ogni cosa che resta

Nei suoi moti continui

Coi suoi ritmi

Nei suoi giri di giostra

nelle pause e nel via

La terra è il Fiato è inno alla Vita

Guglielmina Agnoli

 

14 febbraio 

Sono aria,

col suo vento, che disegna fra i capelli ghirigori evanescenti

Sono fuoco, che riscalda mente e corpo a poco a poco

Sono acqua, 

che discende sui tuoi occhi,

senza mai appannar la tua dolce meraviglia 

Sono terra!

Dove fissare l’impronta del nostro abbraccio d' amore

Guglielmina Agnoli

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“Trasparenza dello sguardo” Kinetès Edizioni: la raccolta di poesie di Antonella Fusco

“Trasparenza dello sguardo”

Copertina libro 100“Trasparenza dello sguardo” Kinetès Edizioni: la raccolta di poesie di Antonella Fusco. “Non solo la vita di chi ama, ma anche quella di chi si ama può essere un sogno” scrive nella prefazione Felice Casucci professore ordinario di Diritto Privato Comparato presso l’Università degli Studi del Sannio (Bn). Ed ancora “Si avvicina al lettore portandolo per mano nella luce della sua penombra. Tutto accade, nella meraviglia del silenzio, nell’infinito che palpita come un cuore a cielo aperto. Raffinato è il tocco della Poesia, eppure semplice, sfuma, ricama, stupefatto nell’allusione a un’armonia sorgiva, perenne, rigenerante”. “Trasparenza dello sguardo” mette in rilievo la luminosità dell’anima, quella parte che illumina, non oscura. Lo sguardo, il protagonista delle liriche, è vissuto come sentire interiorizzato. È aprirsi all’altro per donare ed accogliere. È arricchimento. “Non l’Io, ma il Noi vi abita” illustra sempre il professore Casucci. All’interno del libro si possono ammirare anche delle opere dell’artista Mario Lanzione: Velature di finestra, 1981, carte veline e acrilici su tavola, 70x50cm e Trasparenze, 1977, carte veline e acrilici su tavola, 100x70 cm. Così l’opera della copertina “La soglia dell’infinito”, 1985, carte veline e acrilici su tavola, 70x100 cm, che rappresenta il manifesto della raccolta di poesie di Antonella Fusco.

 

 

Forza dell’amore

 

Due sguardi

si incontrano

sorriso

e silenzio

dialogano.

Ci scopriamo

due esseri

consonanti

sulla soglia

dell’infinito.

 

 

ANTONELLA FUSCO

Foto Antonella Fusco 100Antonella Fusco è docente ordinaria di Lingua e Letteratura italiana presso il Liceo Statale “G. Guacci” di Benevento. Laureata in Lettere, in Pedagogia e in Scienze Motorie, giornalista pubblicista, è profondamente impegnata nel mondo della scuola, in cui riveste vari incarichi professionali, inerenti in particolare alla didattica e alla ricerca, avendo altresì operato soprattutto nei raccordi tra scuola di secondo grado e università. Si dedica da qualche anno alla poesia, partecipando con successo a significativi premi letterari e rientrando in antologie della poesia italiana presente.

 

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INCANTO NEL DISINCANTO Frammenti lirici di Suzana Glavaš di Antonio Cardellicchio

INCANTO NEL DISINCANTO 

Frammenti lirici di Suzana Glavaš         

  di Antonio Cardellicchio 

 

Foto Suzana GlavasLuce meridiana, spuma del mare, bagliori di coscienza, frecce d'amore, uccelli nel vento, nei versi di Suzana Glavaš, poetessa, scrittrice, docente universitaria, ebrea croata, bilingue, mia amica. 

Parole che incantano, estratte dalle proprie viscere e rese lucenti da riflessi metafisici. Ma questa luminosità metafisica, questa essenzialità per concentrazione non diluisce ma dipana la sfera sensoriale del dire poco, sentire molto. Intermittenze di un'anima segreta. Incanto nel disincanto.

Immersi e sommersi come siamo in una meccanica tecno-universale, invasi dalla miseria e standardizzazione di un dire che più non dice ma è un già detto, prefabbricato, in una coazione di frasi fatte. La parola poetica invece, ora tanto ai margini, in questa condizione accresce il suo valore umano, artistico, di libertà.

Brilla di luce, è la lingua di un sogno, dona un occhio nuovo sulla realtà consueta. Svela barlumi del mistero della creazione divina del mondo e dell'uomo. 

Frammenti lirici mediterranei, liquidi per immediatezza, solidi per selettività e intarsio della parola scritta nello spazio bianco, affiorata dal pianeta sconosciuto dell'inconscio. 

L'attimo di una sensazione fugace viene fissato, eternato nella luce stilistica della parola emersa. 

Accade nel mondo lirico della Glavaš quel che accadde nei celebri, folgoranti per bellezza struggente estrema, versi giovanili di Dante

Guido, i' vorrei che tu e Lapo ed io

fossimo presi per incantamento, 

e messi in un vasel ch' ad ogni vento 

per mare andasse al voler vostro e mio...

Dove il vento del desiderio spinge la barca con i tre poeti innamorati e le loro donne, affinché "di stare insieme crescesse 'l disio". Un viaggio per mare, sognato su una nave incantata che trasporti senza meta e per un tempo indefinito.

Il fascinoso sonetto unisce il pathos della distanza, da un mondo lontanissimo e diverso, con un sogno atemporale, che canta le esistenze giovanili di ogni tempo e di ogni luogo. Di chi nuovo al mondo vive il suo sogno e ha uno sguardo nuovo sul mondo, con stupore e meraviglia.

Non sto dicendo niente di nuovo ma dirlo qui ha un suo senso. Mi vengono in mente parole del grande poeta portoghese Fernando Pessoa: "Tutte le frasi d'amore sono stupide, ma è più stupido chi non le ha mai dette". La Glavaš appunto dà un abito nuovo alle voci elementari degli innamorati della vita. Un esempio: 

mari di occhi 

in mari di mari 

come bolle 

di sogni 

naufragati 

amari

L'ultima sua raccolta poetica "Come stormi colmi di giorni di ritorni" Carthago edizioni 2021 è stata presentata nella Sinagoga di Napoli. Preceduta dalla illustrazione di una sua bella traduzione dal croato del romanzo di Jasminka Domaš "Rebecca. Nel profondo dell'anima" Carthago edizioni, che si svolge nel solco delle narrazioni sull'infinito orrore della Shoah, sospesa tra testimonianza e capacità narrativa, come Elie Wiesel e Primo Levi.

Il rabbino di Napoli Cesare Moscati ha illuminato il valore fondante della vita nella realtà ebraica come etica, libertà, verità.

Cordiale presentazione della narratrice Miriam Rebhun. Letture di versi insieme a esecuzioni musicali attrattive. Sarabanda e Preludio della Suite per violoncello solo di Bach, interprete Giulia Massa, brillante allieva del maestro Luca Signorini, e brani struggenti dalla chitarra di Claudio Cecere, dal tema di Schindler's List ad una favolosa Bachiana Brasileira di Villa Lobos, dove si uniscono la grande tradizione di Bach con la musica folclorica brasiliana. Il compositore osava dire di Bach: " la sua musica proviene dall'infinito australe e si diffonde sulla terra sottoforma di musica folclorica". 

Piacevolmente, dunque, un legame tra il canto verbale in pianissimo della Glavaš, diciamo in sol minore, e le note di violoncello e chitarra.

Applausi, partecipazione emotiva del pubblico.

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"Sono Maria" di Gennaro Di Donna

Sono Maria

di Gennaro Di Donna

 

madonna maria 200Correvo, inciampavo, tornavo a correre su questa via stretta della vita.

Pioveva.  L’acqua quasi inondava questo paesaggio del pensiero. 

Poi, un attimo, solo un attimo, ho fermato la mia corsa, la pioggia ha fermato la mia coscienza e la mia anima. 

Era notte.

Tutto era buio. 

I miei occhi erano accecati e la via del silenzio appariva più lunga e faticosa.

Poi, l’alba sull’orizzonte e la luce soave. 

Una donna, vestita di sole, si avvicinava verso di me e la via stretta divenne larga.

Ero frastornato. 

Ero felice.

Ero riposato.

Avevo voglia di vivere.

Le chiesi, quando era a un passo da me, chi fosse. 

Sorrise, mi guardava con l’intensità che non posso descrivere. 

Sono Maria! E fui salvato.