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Cronaca

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DA DUPLANTIS A PALTRINIERI, IL FAIR PLAY MENARINI ACCENDE LA SUA 30ª EDIZIONE

DA DUPLANTIS A PALTRINIERI, IL FAIR PLAY MENARINI ACCENDE LA SUA 30ª EDIZIONE

 

Omar Schillaci Filippo Paganelli Luca Lastrucci Luciano Buonfiglio Rachele Sangiuliano e Valeria Speroni Cardi 250ROMA – C'è chi ha conquistato il mondo con un'impresa indimenticabile e chi ha trasformato un'intera carriera in un esempio di lealtà e rispetto. Sono i protagonisti della 30ª edizione del Premio Internazionale Fair Play Menarini, i cui vincitori sono stati annunciati oggi nel Salone d'Onore del CONI.

Dal calcio al nuoto, dalla scherma allo sci paralimpico, passando per atletica, basket, pattinaggio di velocità e pallavolo: l’edizione 2026 del Premio riunisce campioni che hanno emozionato tifosi e appassionati in tutto il mondo e che continuano a lasciare il segno anche fuori dalle competizioni.

“Siamo felicemente riuniti nel Salone d’Onore del CONI, dove c’è la storia dello sport italiano e dei suoi valori, per il trentesimo anniversario del Premio Fair Play Menarini. Trenta anni è un traguardo importante, è storia: si è costruito un percorso di certezze, sono stati premiati tanti campioni - dichiara il Presidente del CONI Luciano Buonfiglio - Oggi sono particolarmente felice perché vengono premiati tre giovanissimi, un messaggio che va al di là delle medaglie. Si riconoscono l'etica, il rispetto, la legalità, valori importanti da tutelare e promuovere: questi tre ragazzi sono un esempio".

Tra i protagonisti della 30ª edizione spicca Armand Duplantis, primatista mondiale e fuoriclasse del salto con l’asta. A rappresentare il mondo del calcio, invece, ci sarà Gianfranco Zola, uno dei talenti più amati della storia sportiva italiana. Con loro Gregorio Paltrinieri, punto di riferimento del nuoto mondiale, Achille Polonara, volto della pallacanestro azzurra, Antonella Palmisano, regina della marcia, Chiara Mazzel, protagonista dello sci paralimpico italiano, e Daniele Garozzo, campione olimpico e ambasciatore della scherma italiana.

A salire sul palco del Fair Play Menarini saranno anche Davide Ghiotto, Andrea Giovannini e Michele Malfatti, protagonisti delle imprese azzurre nel pattinaggio di velocità, insieme a Simone Anzani, uno dei volti più rappresentativi della pallavolo italiana.

Il 2 luglio il Teatro del Maggio Musicale Fiorentino farà da cornice alla premiazione della 30ª edizione del Premio Internazionale Fair Play Menarini. Una serata che celebrerà alcune delle figure più rappresentative dello sport internazionale e che vedrà, anche quest'anno, la collaborazione di Sky TG24. A condurre l'evento saranno Rachele Sangiuliano, Michele Cagiano e Omar Schillaci, affiancati da grandi narratori dello sport come Federico Buffa.

Il fair play non ha età. Lo dimostrano Matteo Pasqualetti, Gloria Tinaburri e Alberto Belluzzi, vincitori del Premio Fair Play Menarini "Giovani". Tre ragazzi che ricordano a tutti che il fair play è una scelta che si fa ogni giorno, in gara e nella vita.

Da trent'anni il Premio Internazionale Fair Play Menarini celebra campioni che hanno saputo lasciare un segno non soltanto attraverso le loro vittorie, ma anche attraverso il loro modo di vivere lo sport – dichiarano Luca Lastrucci, Valeria Speroni Cardi e Filippo Paganelli, membri del Board della Fondazione Fair Play Menarini – Le storie dei premiati di questa edizione ci ricordano che rispetto, lealtà e correttezza continuano a essere valori capaci di unire generazioni diverse e di parlare a chi ama lo sport, dentro e fuori dal campo”.

Prima del gran finale, il percorso verso la 30ª edizione farà tappa il 15 giugno a Firenze con il Premio speciale Fiamme Gialle "Studio e Sport", dedicato ai giovani talenti che riescono a conciliare percorso scolastico e attività agonistica.

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A Caserta l’incontro “L’impegno dei cristiani nella sfera pubblica”

La neonata sezione UCID Caserta apre il confronto sul ruolo dei cristiani nella vita pubblica, nell’impresa, nella politica, nella scuola e nella società

Foto Pilato 250Si è svolto presso la Biblioteca Diocesana di Caserta l’incontro di studi dal titolo “L’impegno dei cristiani nella sfera pubblica”, promosso dalla neonata sezione UCID Caserta, in collaborazione con la Fondazione “Sossietta Scialla” e con il coinvolgimento del mondo ecclesiale, imprenditoriale, scolastico e associativo del territorio.

L’iniziativa si è tenuta alla presenza di S.E. Mons. Pietro Lagnese, Vescovo di Caserta, che ha portato il proprio saluto e offerto una riflessione di alto profilo sul contributo che i cristiani sono chiamati a dare nella vita pubblica.

Dopo gli onori di casa e i ringraziamenti rivolti ai presenti e ai relatori, ha aperto i lavori l’ing. Giuseppe Pilato, Presidente della neonata sezione UCID Caserta, richiamando il senso profondo dell’impegno dei cristiani nella società: non una presenza di testimonianza astratta o privata, ma una responsabilità concreta nel servire la cosa comune. Il cristiano, ha sottolineato Pilato, è chiamato a vivere la fede dentro la storia, nel lavoro, nell’economia, nella politica, nella cultura e nelle istituzioni, contribuendo alla costruzione del bene comune con coerenza, coraggio e spirito di servizio.

È quindi intervenuto il prof. Giuseppe Scialla, presidente della Fondazione “Sossietta Scialla”, che ha posto l’accento sul tema della politica intesa anche come competizione elettorale eFoto Relatori 250 come spazio nel quale i cristiani cattolici non dovrebbero far mancare il proprio contributo. Una partecipazione, la sua, non letta in chiave meramente partitica, ma come assunzione di responsabilità verso la comunità e verso il futuro del territorio.

A seguire, don Biagio Saiano, vicepresidente del Comitato zonale ANSPI di Caserta, ha evidenziato il ruolo degli oratori e delle realtà associative cattoliche non soltanto come luoghi ludici e ricreativi per i ragazzi, ma come veri centri di formazione umana, spirituale e civile. 

Particolarmente significativo l’intervento di S.E. il Vescovo di Caserta, che ha rivolto il proprio benvenuto alla nuova associazione nella Diocesi, sottolineando l’importanza di una presenza cristiana viva, responsabile e radicata nella dottrina sociale della Chiesa. Il Vescovo ha offerto un percorso di riflessione che, dalla Rerum Novarum fino alla Laudato Si’ e alla Magnifica Humanitas di Leone XIV, ha richiamato la necessità di un impegno cristiano capace di abitare la vita pubblica, l’economia e le relazioni sociali senza separare la fede dalla responsabilità concreta verso l’uomo, il creato e la comunità.

Nel suo intervento, Stefania Brancaccio si è soffermata sul ruolo dei cristiani nel mondo dell’imprenditoria, richiamando i valori del Beato Giuseppe Toniolo come guida per chi fa impresa. L’impresa, è stato sottolineato, non può essere considerata soltanto luogo di lucro, ma deve diventare spazio di elevazione della dignità dei lavoratori, di crescita sociale e di produzione di ricchezza buona. In un territorio spesso raccontato in negativo, anche attraverso categorie come “Terra dei Fuochi” o “cattiva impresa”, Brancaccio ha ribadito la necessità di valorizzare soprattutto l’imprenditoria sana, capace di generare lavoro, legalità e futuro.

Il prof. Giuseppe Fioroni ha invece proposto una lettura storica e politica dell’impegno dei cristiani negli ultimi ottant’anni di vita repubblicana, proprio nel giorno successivo alla Festa della Repubblica. Fioroni ha ricordato il contributo decisivo offerto dai cattolici alla costruzione democratica del Paese, con oltre sessant’anni di storia repubblicana segnati da una presenza attiva, convinta e responsabile. Pur senza negare errori e limiti, ha invitato a non cancellare il patrimonio politico, culturale e istituzionale della tradizione democratico-cristiana, ribadendo che non si può “buttare a mare il bambino con l’acqua sporca”.

L’intervento di don Antonello Giannotti nella sua veste di Assistente Spirituale della neonata Sezione di Caserta, nonché parroco da sempre in prima linea nel supporto della sua comunità, ha riportato il confronto al cuore evangelico e sociale dell’impegno pubblico dei cristiani. La presenza dei credenti nella società, ha evidenziato, non è rivendicazione di privilegio, ma assunzione di responsabilità. Il cristiano è chiamato a servire il bene comune, a testimoniare coerenza etica e a generare speranza nella società. L’impegno pubblico, l’impresa, la professione e il lavoro diventano così luoghi di testimonianza cristiana, nei quali la fede non si separa dalla vita quotidiana, ma orienta scelte, relazioni e responsabilità verso la giustizia, la solidarietà e la dignità di ogni persona.

A concludere il ciclo degli interventi è stata la dott.ssa Adele Vairo, che ha posto al centro della propria riflessione il ruolo della scuola come avamposto di democrazia e fucina di giovani cittadini e cristiani impegnati. Di fronte al crescente disinteresse delle generazioni post-Covid verso la vita pubblica, Vairo ha richiamato la necessità di investire con decisione sulla scuola e sulla formazione. Quando una società è in crisi, ha osservato, occorre fare ciò che fanno le imprese migliori nei momenti difficili: non rintanarsi nel risparmio e nell’attesa, ma investire sulle persone, sulle competenze e sul futuro.

L’incontro ha rappresentato il primo momento pubblico di rilievo per la sezione UCID Caserta, nata con l’obiettivo di promuovere una presenza cristiana qualificata nel mondo dell’impresa, delle professioni, delle istituzioni e della società civile.

Dalla pluralità degli interventi è emerso un messaggio comune: la fede cristiana non può essere confinata nella dimensione privata, ma deve tradursi in responsabilità, servizio, partecipazione e capacità di incidere positivamente nella vita pubblica.

La neonata sezione UCID Caserta intende proseguire su questa strada, favorendo occasioni di confronto, formazione e testimonianza, nella convinzione che il contributo dei cristiani alla costruzione della città dell’uomo sia oggi più che mai necessario. L’appuntamento lasciato ai presenti è quello di rivedersi per un secondo incontro da celebrarsi a breve per riflettere e approfondire gli spunti offerti anche da S.E. il Vescovo sui concetti espressi dalla nuova enciclica “Magnifica Humanitas”

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