Nintendo è stata la prima in molte cose, ma in particolar modo negli ultimi cinque o sei anni è stata antesignana di due vere e proprie rivoluzioni nel mondo videoludico che rispondono al nome di Nintendo DS e Wii. I concept di touch-screen e della rilevazione dei movimenti del telecomando Wii sono risultati a dir poco vincenti e hanno conquistato schiere di vecchi e nuovi giocatori in tutto il mondo. Con hardware non paragonabili, ad esempio, alle console di Sony o Microsoft, le macchine della casa di Kyoto hanno saputo tirar fuori un asso dalla manica assolutamente portentoso: l’originalità dell’approccio al gioco. Scritto in questo modo probabilmente non si rende giustizia alla genialità del team Nintendo che, già dal prossimo anno, lancerà sul mercato il primo prodotto a far parte dell’ottava generazione di console ovvero il Nintendo 3DS.
Anche il 3DS segue quindi il trend iniziato col DS di regalare un nuovo modo di interagire con i giochi aggiungendo al touch-screen la visione stereoscopica in 3D. Dei due schermi della console quello inferiore è adibito alle azioni “tattili” mentre quello superiore al 3D che non necessità dell’utilizzo di alcun tipo di occhiale speciale. All’E3 di Los Angels del mese scorso, dove il nuovo gioiellino è stato presentato ufficialmente, erano disponibili varie demo atte a mostrare l’effetto 3D e, a detta di chi lo ha provato in prima persona, la resa è spettacolare. La potenza grafica si avvicina molto a quella di un Wii portatile il ché, unito all’effetto 3D, ci permette di fantasticare un bel po’ sulle effettive potenzialità del dispositivo.
"La dimensione aggiuntiva della profondità nel 3D consente ai giocatori di valutare meglio le distanze, oltre ad offrire agli sviluppatori un nuovo strumento per creare giochi ed esperienze che implicano il gioco in altezza e in profondità" ha spiegato Shigeru Miyamoto, padre di personaggi intramontabili come Super Mario, che ha risposto un po’ alla domanda fondamentale che tutti ci poniamo: cos’è che aggiunge il 3D all’interno dei giochi? In parole povere una nuova dimensione. Per ora possiamo soltanto immaginare come questa novità verrà effettivamente sfruttata dagli addetti ai lavori ma se vogliamo giudicare le premesse, beh, allora c’è da mettersi il bavaglino fin da ora. Non è stato ancora reso noto né il prezzo né la data precisa di commercializzazione, ma è plausibile aspettarsi un approdo in occidente entro marzo del prossimo anno.
Massimo Formati