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        <title>I Lapilli</title>
        <description><![CDATA[Le news di Lapilli]]></description>
        <link>http://lapilli.eu/</link>
        <lastBuildDate>Sat, 28 Jan 2012 03:22:12 GMT</lastBuildDate>
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            <title>Il Poeta Luigi Benincasa nel salotto letterario &amp;quot;Calliope&amp;quot;</title>
            <link>http://lapilli.eu/lapilli-salerno/3463-il-poeta-luigi-benincasa-nel-salotto-letterario-qcalliopeq.html</link>
            <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Il 15 gennaio u.s. Luigi Benincasa, poeta sensibilissimo e schivo, è stato ospite del salotto letterario “Calliope” che a cadenza mensile ha luogo a Capezzano (SA); in tale occasione il poeta, impiegato presso il Municipio di Cetara, ha letto alcune delle sue liriche contenute nella raccolta “Il respiro del mare” dopo averne descritto la genesi e i motivi ispiratori.</p>
<p style="text-align: justify;">Poesia intimistica, quella di Benincasa, dove i versi ne raccontano la vita ripercorrendo le emozioni che l’hanno segnata, ma sono anche crogiolo di innumerevoli sfumature verbali che evidenziano la grande capacità descrittiva del poeta, il quale sembra oscillare fra un voler solo suggerire le immagini con grande pudore lessicale e l’intenzione di inciderle, più che dipingerle, con piglio risoluto, col gesto sicuro del grande artista.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;Si è potuto godere, così, di poesie come “Difesi da un cielo stellato” e “Memorie Cetaresi”, veri e propri quadri verbali in cui i presenti, man mano che scorrevano i versi, hanno potuto compiacersi nel vedere sovrapporsi alla parola dapprima il bozzetto, poi la pennellata di colore che ne accendeva il senso, infine l’intaglio deciso che quel senso ha reso indelebile.</p>
<p style="text-align: justify;">“…<em>il respiro del mare è il mio intenso vivere</em>…”, ha detto, fra l’altro,&nbsp; il poeta, ed è stata una dichiarazione d’amore, la confessione di quanto fascino il paesaggio marino, in particolare quello della sua Cetara, abbia esercitato su di lui e che, verosimilmente, può essere considerato la scena – ma anche la colonna sonora – su cui la sua vita si è andata imbastendo e dipanando.</p>
<p style="text-align: justify;">Luigi Benincasa è consapevole delle <em>lacrimae rerum</em> e della crudeltà del tempo che fugge e sfugge, ma di cui costantemente e tenacemente recupera la bellezza per conservarla nel sogno e nella memoria, veri fili conduttori del suo messaggio poetico che si dibatte fra nostalgia e rimpianto. La temperatura dei suoi versi non è parsa mai elevata, mai connotata da indignatio, piuttosto da pietas, come in una carezza tiepida e protettiva.</p>
<p style="text-align: justify;">“Il respiro del mare” consta di due sezioni: nella prima <em>(“Dove il mare è uno scrigno”)</em> Benincasa canta per lo più l’amore come aspetto totalizzante dell’esistenza; il tutto si esprime in una poliedricità di manifestazioni che non sempre si sostanziano nella realtà, piuttosto appaiono come il riflesso di un desiderio solo in parte realizzato. Nella seconda sezione <em>(“Le stagioni del cuore”)</em>,<em> </em>invece, ci si imbatte in poesie d’occasione: là dove la razionalità naufraga dinanzi all’esperienza della perdita o, al contrario, della felicità appagante, emerge il cuore, e il cuore, si sa, esige un canto spontaneo, molto affine al lessico infantile dettato dall’istintualità e molto poco mediato dalla ragione. Benincasa sembra aver scritto le ultime poesie di questa raccolta con l’intento di superare la distanza da chi non è più (la Moglie scomparsa e tanto amata) ma continua a vivere attraverso la sua memoria: l’amore, anche se immenso, è effimero come ogni cosa terrena,&nbsp; e dinanzi all’esperienza della&nbsp; perdita siamo tutti inermi e&nbsp; fragili. Si può scrivere -e nel caso specifico sembra che sia così- anche per esorcizzare la morte o per poter nutrire la speranza di trovare la forza di proseguire con serenità il proprio cammino terreno.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Anna Ciufo</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&nbsp;</strong></p>]]></description>
            <author> adilecce@capitoloprimo.it (Anna Ciufo)</author>
            <pubDate>Fri, 27 Jan 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
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            <title>Segni di luce su carta di Nello Ferrigno al “Catalogo” di Salerno</title>
            <link>http://lapilli.eu/lapilli-salerno/3470-segni-di-luce-su-carta-di-nello-ferrigno-al-catalogo-di-salerno.html</link>
            <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="float: left; margin: 5px;" alt="nelloferrigno" height="225" width="300" src="http://lapilli.eu/images/stories/2012/gennaio/nelloferrigno.jpg" />Per due mesi, alte sulle nostre teste, hanno striato il cielo, quasi rondini primaverili, le istallazioni di <strong>Nello Ferrigno</strong>, l’artista Salernitano. Tra le meravigliose luci &nbsp;che hanno addobbato la città, esse si sono distinte quale prodotto di una creatività d’eccezione, come può &nbsp;solo l’arte di <strong>Nello Ferrigno.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Diciotto bozzetti, dei 25, che hanno ispirato le luci d’artista a Salerno con&nbsp; sei ceramiche, ora sono una raffinata mostra, ospitata al <strong>Catalogo di Lelio Schiavone e Antonio Adiletta,</strong> la galleria d’arte più prestigiosa nella storia della città di Salerno.</p>
<p style="text-align: justify;">Dalla bellezza di questi bozzetti fatti di luci e colori senza risparmio, sono nate le bellissime visioni che hanno arricchito una delle strade cruciali della città: via Diaz. La nicchia in cui sono state sistemate e raccolte sono state oggetto di continuo pellegrinaggio e &nbsp;tutti, lasciato il corso, si sono riversati&nbsp; nella strada dal nome battagliero, per guardare le sirene e le amazzoni di Nello Ferrigno. Le figure smilze, nate dal mare e lanciate verso il cielo, dee perfette sul cui corpo non si scorgono segni in più se non quelli che tratteggiano la bellezza ideale, si ammirano sotto i riflettori della galleria voluta, insieme a Lelio Schiavone, da Alfonso Gatto, nel lontano 1968. Il mare da cui emergono queste splendide figure è un mare calmo, quello dell’idillio, della pacatezza e della possibilità di apprezzare appieno la bellezza. Nascono &nbsp;dall’acqua azzurra &nbsp;del nostro mediterraneo, le amazzoni, i cavalli, le sirene e i tritoni di Nello Ferrigno ma già sono tesi come un arco verso il cielo. Si lievita guardando l’esposizione del Catalogo e si ha la piacevole sensazione&nbsp; che, lasciata la materialità dei nostri corpi, tutti possiamo uscire dalla creatività di Nello Ferrigno, ed &nbsp;essere amazzoni, cavalli e sirene in libertà.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Maria Serritiello</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>&nbsp;</strong></p>
<h2><strong>L’Artista: Nello Ferrigno</strong><span style="font-weight: bold;">&nbsp;</span></h2>
<p style="text-align: justify;">Nato a Salerno, dove abita in via Duomo, 33. Le sue prime esperienze artistiche, agli inizi degli anni ‘70, guardano alla pop art americana ed all’arte concettuale; sono di questo periodo le istallazioni in plastica, legno ed altri materiali “poveri” e con lavori di questo tipo partecipa nel 1974 alla “ 5^ Rassegna internazionale d’arte contemporanea” tenutasi a Roma presso la Galleria d’Arte del Palazzo delle Esposizioni e nel 1975, su invito di Enrico Crispolti, alla mostra “ Napoli situazione “75 “. Lo stesso Crispolti presenterà in chiave grafico-pittorica una cartella di serigrafie realizzate da Ferrigno con altri giovani artisti. Le successive esperienze sono di tipo pittorico ed approfondiscono i temi della figurazione e, successivamente, dell’iperrealismo. E’ di quest’ultimo periodo la partecipazione alla mostra “Autodocumentazione” proposta dal sindacato arti visive CGIL che si è tenuta a Salerno nella Chiesa di S.Apollonia nel 1978.</p>
<p style="text-align: justify;">L’interesse per la ceramica come forma d’arte lo vede già nel 1973 tra i fondatori del “Gruppo Vietri” la cui finalità è tentare di ridisegnare il “modello ceramico Vietrese” e nel laboratorio del Gruppo Vietri trovano ospitalità vari artisti. Terminata l’esperienza del Gruppo, Ferrigno continua la sua personale ricerca. Oggi insegna Educazione Artistica nella scuola di Stato. Ha collaborato con Ugo La Pietra per la mostra “Terre Mediterranee” che si è tenuta a Lucca nel dicembre 2001 e con Grazia Varisco per delle opere in ceramica realizzate dall’artista milanese a Salerno.</p>
<p style="text-align: justify;">Sue opere sono presenti in importanti collezioni private. La rivista “Artigianato tra arte e design” n. 46 del 2002 porta in copertina la foto di una sua opera ed all’interno una recensione del suo lavoro a firma di Massimo Bignardi. Ha tenuto mostre in Italia ed all'estero.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<h2><strong>La Galleria</strong><strong> d’Arte : Il Catalogo</strong><span style="font-weight: bold;">&nbsp;</span></h2>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Catalogo. Anno di fondazione 1968</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Fondatori :Alfonso Gatto e Lelio Schiavone</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Direzione Lelio Schiavone</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Antonio Adiletta</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La mostra: Segni di luce su carta</strong></p>
<strong>
<div style="text-align: justify;">Dal 20 gennaio al 5 febbraio</div>
</strong>]]></description>
            <author> mariaserritiello@lapilli.eu (Maria Serritiello)</author>
            <pubDate>Fri, 27 Jan 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://lapilli.eu/lapilli-salerno/3470-segni-di-luce-su-carta-di-nello-ferrigno-al-catalogo-di-salerno.html</guid>
        </item>
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            <title>Torre del Greco: Villa Guerra alla Guardia di Finanza</title>
            <link>http://lapilli.eu/component/content/article/3476-torre-del-greco-villa-guerra-alla-guardia-di-finanza.html</link>
            <description><![CDATA[<div style="text-align: justify;">
<p>"Per la storica Villa Guerra, da destinare alla Guardia di Finanza, con soddisfazione comunico che è stato redatto il progetto definitivo, sul quale si è espressa favorevolmente <st1:personname productid="la Soprintendenza">la Soprintendenza</st1:personname> ai Beni Architettonici di Napoli e Provincia in punto storico architettonico. A breve sarà conseguito anche il parere sotto il profilo&nbsp; per l’aspetto paesaggistico, atteso che la commissione locale per il paesaggio ha già rilasciato il proprio assenso”. <strong>Così Ciro Borriello, sindaco di Torre del Greco</strong>. “Quanto prima inizieranno i lavori – prosegue - per destinare una nuova sede alla Guardia di Finanza. La struttura, di proprietà del Comune, sita in località San Gennariello, come è noto, versa da anni in stato di inaccettabile degrado sia per la valenza storico-artistico che ambientale. L’amministrazione comunale, pur nei limiti perentori e ristretti del bilancio, si sta adoperando con fermezza per garantire tutte le attività finalizzate alla riqualificazione e alla valorizzazione della Villa<strong>”. </strong>“Ciò – spiega il Primo cittadino - conferma un altro notevolissimo obiettivo raggiunto da questa Amministrazione finalizzato all’abbattimento dei fitti passivi nonché ad una ulteriore riqualificazione urbana, sociale e soprattutto per la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica. Ricordo che l’area di San Gennariello ha avuto una serie di servizi significativi per i residenti e non solo. Ad esempio l’area è stata interamente ristrutturata con una nuova piantumazione, fogne, illuminazione e installazione di una isola ecologica. In proposito, l’Ente ha attivato e sta mettendo in campo tutte le proprie risorse umane, finanziarie e strumentali, affinché Torre del Greco possa assicurarsi anche un prezioso ed insostituibile contributo operativo-strutturale di mezzi, servizi e agenti delle gloriose Fiamme gialle a beneficio della collettività amministrata”. “L’azione progettuale, pertanto, prevede oltre al recupero del sito, la definitiva valorizzazione degli spazi circostanti alla Villa”. “Da parte di questa Amministrazione – conclude Ciro Borriello - v’è tutta la piena e determinata volontà di sostenere la presenza di un’istituzione insostituibile e rilevante come quella della Guardia di Finanza. Con questi propositi, il progetto risulta prioritario in questo scorcio di consiliatura, soprattutto per garantire ulteriori ed indispensabili condizioni di legalità, su un territorio vasto e con una densità abitativa di oltre 90mila abitanti come quello torrese”. Il Portavoce</p>
<p>Antonio Borriello</p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
<p> </p>
</div>]]></description>
            <author> adilecce@capitoloprimo.it (alla redazione)</author>
            <pubDate>Fri, 27 Jan 2012 11:53:15 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://lapilli.eu/component/content/article/3476-torre-del-greco-villa-guerra-alla-guardia-di-finanza.html</guid>
        </item>
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            <title>Domenica tra San Martino e la Floridiana. Due appuntamenti mattutini</title>
            <link>http://lapilli.eu/cultura/appuntamenti/3475-domenica-tra-san-martino-e-la-floridiana-due-appuntamenti-mattutini.html</link>
            <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img src="http://lapilli.eu/images/stories/2012/gennaio/un-museo-tutto-da-bere.jpg" width="200" height="283" alt="un-museo-tutto-da-bere" style="float: left; margin: 5px;" />Napoli.&nbsp;Domenica 29 gennaio due appuntamenti da non perdere. Presso la <strong>Certosa e Museo di San Martino, </strong>alle&nbsp;ore <strong>11 </strong>incontro dedicato a <strong>“Giuseppe Verdi e Salvatore Cammarano&nbsp;tra&nbsp;<em>Lucia di Lammermoor</em> e&nbsp;<em>Il Trovatore</em>”. </strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong></strong>Proseguono le celebrazioni per il&nbsp;&nbsp;150° anniversario dell’Unità d’Italia alla Certosa e Museo di San Martino&nbsp;con la conversazione di Massimo Lo Iacono, dedicata al musicista per eccellenza del Risorgimento: Giuseppe Verdi.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Al <strong>Museo Duca di Martina&nbsp;in Villa Floridiana, </strong>alle<strong> ore 11,30, </strong>concerto di Barbara Palumbo, clavicembalo e Riccardo Frulio, flauto; musiche di J. S. Bach, P. D. Paradies, G. B. Platti.</p>
<p style="text-align: justify;">Il costo del biglietto è di 10 euro, sono previste riduzioni per gli under 25 e over 65 e per i soci &nbsp;della Fondazione Humaniter. L'evento è organizzato nell'ambito degli incontri per la mostra&nbsp;"<strong>Un museo... tutto da bere. Calici antichi e vini campani in Floridiana</strong>"</p>]]></description>
            <author> adilecce@capitoloprimo.it (alla redazione)</author>
            <pubDate>Fri, 27 Jan 2012 11:24:04 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title>Giuseppe Verdi e Salvatore Cammarano tra Lucia di Lammermoor e Il Trovatore</title>
            <link>http://lapilli.eu/cultura/appuntamenti/3474-giuseppe-verdi-e-salvatore-cammarano-tra-lucia-di-lammermoor-e-il-trovatore.html</link>
            <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Proseguono le celebrazioni per il&nbsp; 150° anniversario dell’Unità d’Italia alla Certosa e Museo di San Martino con la <strong>conversazione di Massimo Lo Iacono, dedicata al musicista per eccellenza del Risorgimento: Giuseppe Verdi.</strong></p>
<p><strong> </strong></p>
<p style="text-align: justify;">Nella Sezione teatrale, per la prima volta saranno esposti alcuni <strong>documenti manoscritti</strong>, relativi all’attività di Salvatore Cammarano, autore del libretto de<em> Il Trovatore </em>dal dramma&nbsp; <em>El Trobador</em> di Antonio Garcia Guttierrez, musica di Giuseppe Verdi.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Un esemplare&nbsp; autografo del libretto, pervenuto al museo dal fondo Fizzarotti,&nbsp; databile al 1851,&nbsp; attesta il percorso creativo dell’autore e le successive integrazioni di Leone Emanuele Bardare. Si tratta di un rilevante documento storico - letterario e storico-musicale, genesi dell’opera verdiana con primo debutto a Roma il 19 gennaio 1853.&nbsp; Insieme al&nbsp; libretto si esporrà&nbsp; il <em>Catalogo generale di tutte le opere nuove rappresentate ai Reali Teatri di Napoli dal 1800 al 1859,</em> ricordo della “prima” napoletana dell’opera, il 4 ottobre 1853. Altre rarità : <strong>una lettera autografa di Giuseppe Verdi</strong> scritta al librettista durante i lavori per il <em>Trovatore </em>; la fotografia - in formato carte de visite - di <em>Rosina Penco</em> <em>nelle vesti di Leonora</em>, scattata dal celebre fotografo parigino Disderi; i contratti stipulati dal librettista con i Reali Teatri<em>. </em></p>
<p style="text-align: justify;">Salvatore Cammarano è altresì l’autore del libretto di <em>Lucia di Lammermoor</em> di Donizetti , prossimo titolo della stagione operistica del Teatro San Carlo.&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Illustrazione di Massimo Lo Jacono, in collaborazione con gli amici del San Carlo&nbsp;prossimo appuntamento con Leonardo Di Mauro per il percorso nella città dell’Ottocento.</p>
<p style="text-align: justify;">Ingresso consentito ai possessori di biglietto.</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: center;"><strong> </strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Certosa e Museo di San Martino</strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Giuseppe Verdi e Salvatore Cammarano tra <em>Lucia di Lammermoor</em> e <em>Il Trovatore</em></strong></p>
<p style="text-align: center;"><strong>Domenica 29 Gennaio 2012 – Sala del refettorio ore 11.00</strong></p>]]></description>
            <author> adilecce@capitoloprimo.it (alla redazione)</author>
            <pubDate>Fri, 27 Jan 2012 10:55:23 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title>TATO RUSSO in Il fu Mattia Pascal di Tato Russo da Luigi Pirandello</title>
            <link>http://lapilli.eu/intrattenimento/teatro/3473-tato-russo-in-il-fu-mattia-pascal-di-tato-russo-da-luigi-pirandello.html</link>
            <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="float: left; margin: 5px;" alt="tatorussomattiapascal" height="393" width="300" src="http://lapilli.eu/images/stories/2012/gennaio/tatorussomattiapascal.jpg" />Napoli. Teatro Bellini. Dal 3 al 12 febbraio TATO RUSSO in Il fu Mattia Pascal di Tato Russo da Luigi Pirandello.</p>
<p style="text-align: justify;">“Una delle poche cose, anzi forse la sola ch'io sapessi di certo era questa: che mi chiamavo Mattia Pascal. E me ne approfittavo. Ogni qual volta qualcuno de' miei amici o conoscenti dimostrava d'aver perduto il senno fino al punto di venire da me per qualche consiglio o suggerimento, mi stringevo nelle spalle, socchiudevo gli occhi e gli rispondevo: Io mi chiamo Mattia Pascal.”</p>
<p style="text-align: justify;">Mattia Pascal è Tato Russo nel doppio ruolo di Mattia Pascal e di Adriano Meis, ma anche gli altri personaggi che concorrono alla sua vicenda si rincorrono nella storia, interpretata così dagli stessi attori in identità e personaggi diversi, quasi a scegliere di non chiarire affatto, nello spettro delle rassomiglianze, la distinzione tra i vari aspetti della realtà. Mattia e i suoi coinquilini della storia muoiono tutti per rincontrarsi identici nella storia di Adriano Meis e rivivere poi in quella nuova di Pascal....</p>
<p style="text-align: justify;"> </p>
<p style="text-align: justify;">Spettacoli ore 21:00 - mercoledì ore 17:30 e 21:00 - domenica ore 17:30 - lunedì riposo.</p>
<p style="text-align: justify;">Prezzi da euro 15,00 a euro 30,00</p>
<p style="text-align: justify;">Info Botteghino Teatro aperto dal lun. al sab. 10:30 - 13:30 - 16:00 - 19:00; dom. 10:30 - 13:00 - 16:30 fino a inizio spettacolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Tel. 081/5499688 - E-mail <a href="http://lapilli.eu/mailto:botteghino@teatrobellini.it">botteghino@teatrobellini.it</a></p>
<p style="text-align: justify;"> </p>]]></description>
            <author> adilecce@capitoloprimo.it (alla redazione)</author>
            <pubDate>Fri, 27 Jan 2012 10:50:34 GMT</pubDate>
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        </item>
        <item>
            <title>Il Castello di Crome rappresentato al  Teatro del Giullare</title>
            <link>http://lapilli.eu/lapilli-salerno/3469-il-castello-di-crome-rappresentato-al-teatro-del-giullare.html</link>
            <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img style="float: left; margin: 5px;" alt="alcastellodicrome" height="448" width="313" src="http://lapilli.eu/images/stories/2012/gennaio/alcastellodicrome.jpg" />Si sono appena concluse le repliche del <strong>Castello di Crome,</strong> al <strong>Teatro del</strong> <strong>Giullare di Salerno</strong>, ripetute per buona parte del mese di dicembre e fino alla metà del primo mese dell’anno. Da sabato 21 gennaio fino al 19 febbraio si cambia e la compagnia del Giullare porta in scena “<strong>Il maestro e gli altri” di Luigi Lunari.</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Il Castello di Crome</strong></p>
<p style="text-align: justify;">“Benvenuti nel Castello di Crome” è l’invito, a sipario chiuso, che <strong>Andrea Carraro,</strong> nella duplice veste di attore e di regista, rivolge al pubblico. Con lui <strong>Brunella Caputo</strong>, nella parte di Eveline e <strong>Virna Prescenzo,</strong> in quella di Violet. Quando si apre il velario siamo immediatamente nella “hold Inghilterra”, precisamente nella soffitta del suddetto castello e la voce narrante di Andrea c’introduce, per poi continuare, ad una suggestiva narrazione che durante tutto il tempo lega l’attenzione. Il racconto è tratto dal libro di <strong>Aldous</strong><strong> </strong><strong>Leonard Huxley</strong> &nbsp;&nbsp;<strong>“Giallo cromo”,</strong> garbata satira dell’alta borghesia, a cui, tra l’altro, egli stesso appartiene e si basa su di un’ idea originale, raccontare la storia degli&nbsp; antenati nani del signor Wimbush che per proteggersi si costruiscono un mondo su misura, fino a che il figlio mostruosamente normale glielo distrugge. E così&nbsp; quadri sparsi e coperti, libri alla rinfusa ed oggetti inutili arredano la scenografia e a mano a mano che la storia si dipana si conoscono in effige le &nbsp;tre generazioni dei Wimbush,. L’attenzione non scema mai, la voce narrante, bravissimo Andrea Carraro, in questo monologo, è interrotta solo da alcune battute, precise e perfettamente recitate, da <strong>Brunella Caputo</strong>, una giovane lady inglese della buona borghesia. La sua interpretazione è puntuale, perfetta nella caratterizzazione, come lo sono i vari personaggi di nicchia che si avvicendano nell’avvincente racconto e che lei stessa ricopre. Sovrasta la scena, Andrea, cambia perfino voce per far vivere i personaggi e con l’espressività mima l’arguzia, lo stupore e l’intreccio del racconto. Una conferma in più, se mai ce ne fosse bisogno della sua bravura che ogni volta firma regia di spettacoli mai banali e di grande pregio letterario e le sue scelte sono sempre condivise dal successo ottenuto dal Giullare, un punto di riferimento per il teatro di qualità. Il bravo regista – attore per l’assemblaggio delle tre storie, si è servito della consulenza dell’abile Josè Elia, “la Sveglia” di Lira Tv, l’emittente televisiva Salernitana. La musica utilizzata per sottolineare le parti salienti, hanno incatenato in modo perfetto l’intreccio del racconto e sono state sapientemente manovrate da <strong>Virna Prescenzo</strong> che si è occupata anche delle luci. Lo spettacolo si è avvalso altresì di una ricerca di quadri, in verità, molto originale, curata da <strong>Stefania Pisano</strong>, serviti per raffigurare gli antenati, abitatori del castello Un affascinante racconto, <strong>Giallo cromo</strong>, cui la sapiente regia di <strong>Andrea</strong> <strong>Carraro </strong>e l’originale scenografia hanno restituito intatto il gusto delle belle narrazioni dell’infanzia, quelle che iniziavano con “c’era una volta” e continuavano fino ad arrivare &nbsp;“ e vissero felice e contenti”. Attualmente &nbsp;manchiamo di storie, di belle storie e la narrazione del Giullare ha sopperito, almeno per una sera, a questa mancanza. E allora, si, benvenuti &nbsp;a tutti nel castello della favola, ma a proposito… il Castello di Cromo non esiste!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Maria Serritiello</strong></p>]]></description>
            <author> mariaserritiello@lapilli.eu (Maria Serritiello)</author>
            <pubDate>Fri, 27 Jan 2012 10:00:00 GMT</pubDate>
            <guid isPermaLink="false">http://lapilli.eu/lapilli-salerno/3469-il-castello-di-crome-rappresentato-al-teatro-del-giullare.html</guid>
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        <item>
            <title>La Melagrana: frutto dai mille chicchi, simbolo di abbondanza e fertilità</title>
            <link>http://lapilli.eu/-life-and-style/gastronomia/3472-la-melagrana-frutto-dai-mille-chicchi-simbolo-di-abbondanza-e-fertilita.html</link>
            <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em><img style="float: left; margin: 5px;" alt="melagrana" height="199" width="300" src="http://lapilli.eu/images/stories/2012/gennaio/melagrana.jpg" />Il melograno, Punica granatum, &nbsp;è una pianta originaria di una regione che va dall'Iran all'India settentrionale, diffuso sin dall'antichità&nbsp; nel Caucaso e&nbsp; nell'intera zona mediterranea. Apprezzato anche in Italia, ha un posto d’onore sulla tavola invernale.</em></p>
<p style="text-align: justify;">Sciopero dei TIR: da lunedì assisto a scene di panico collettivo, che mi fanno pensare prima ad un’atmosfera da Day Before, e poi mi immergono in uno scenario da Day After: mi stupisce l’assalto ai supermarket, come se soffrissimo da sindrome da fine del mondo, quando lo sciopero è stato proclamato per soli quattro giorni. E mentre mi accingo a leggere i commenti di autorevoli opinionisti sui quotidiani, comunque rammaricata per gli sprechi che lo stato di agitazione inevitabilmente avrà come conseguenza, guardo con soddisfazione le ultime tre melagrane che, mantenendole opportunamente al fresco, sono riuscita a conservare finora. Il colore giallastro della buccia mette allegria, i chicchi rossi e succosi, all’interno, sono un simbolo beneaugurante in questo clima di sfiducia generale. L’albero, che al culmine della fioritura si presenta riccamente adorno di foglie caduche lanceolate verde lucente e di grandi fiori rossi, già ai tempi del Re Salomone sembra fosse uno dei principali motivi ornamentali dei capitelli del leggendario Tempio di Salomone. Legato alle divinità degli inferi (basti pensare, nella mitologia greca, alla leggenda di Persefone, figlia di Demetra), il frutto del melograno accompagnava spesso anche i defunti nel viaggio per l’aldilà, come nel caso del faraone Ramses IV. Rimane comunque essenzialmente simbolo di fertilità e fedeltà coniugale, come testimoniano leggende antiche&nbsp; nonché usanze a e tradizioni giunte fino a noi. Particolarmente intriganti alcune credenze, come quella secondo cui le spose turche lanciano a terra una melagrana perché si dice che avranno tanti figli quanti sono i chicchi usciti dal frutto spaccato. In Dalmazia invece la tradizione vuole che lo sposo trasferisca dal giardino del suocero al suo una pianta di melograno, mentre di origine indiana é la credenza che il succo di questo frutto combatta la sterilità. Citato per le sue virtù curative negli antichi papiri, fra cui il Papiro di Ebers, il melograno viene descritto anche da Ippocrate che ne parla come di un vero e proprio rimedio medicamentoso. Nell’antica Grecia, infatti, il melograno era prescritto come antielmintico, antinfiammatorio e per combattere i casi di diarrea cronica. Pianta sacra e afrodisiaca per i Fenici, nel cui territorio Plinio erroneamente ubicava l’origine del Melograno, chiamandolo Malum Punicum, &nbsp;esso compare spesso anche nel Vecchio Testamento, ad esempio nel Cantico dei Cantici. Il frutto, la melagrana, è una bacca carnosa, denominata balausta, con buccia spessa, con varie cavità separate da membrane. L’interno contiene molti semi carnosi, di forma prismatica, con testa polposa e tegumento legnoso, molto succosi. Il frutto maturo è giallo-verde, con aree rossastre che occasionalmente occupano l’intera superficie del frutto. La specie più conosciuta del melograno è <st1:personname productid="la Punica Granatum"><st1:personname productid="la Punica">la Punica</st1:personname> Granatum</st1:personname>, coltivata anche in Italia, dove è presente su quasi tutto il territorio, principalmente nelle zone a clima più mite delle aree meridionali ed insulari (Sicilia, Puglia, Campania, Sardegna, Calabria e Lazio). Anticamente il succo di melagrana era utilizzato come condimento di pesci e carni in alternativa al limone; famosa era la granatina, ottenuta dalla spremuta dei granuli di melagrana aggiunta di zucchero ed allungata di acqua fredda. Al frutto del melograno, in virtù delle sostanze in esso contenute, sono state attribuite numerose proprietà benefiche anche dalla medicina moderna. Tra le più importanti, sono da ricordare l’azione preventiva nei confronti dell’insorgenza dell’arteriosclerosi, l’attività antibatterica, l’azione anticancerogena e l’attività antiossidante.</p>
<p style="text-align: justify;">Personalmente, utilizzo il succo di melagrana per preparare deliziose bevande e una salsa dolce che accompagna superbamente panettoni e ciambelle, anche al cioccolato. Basta far sobbollire per un minuto 100 gr. di acqua, 100 gr. di zucchero e il succo di un’arancia, aggiungere il succo di una melagrana di medie dimensioni, un cucchiaino di maizena sciolto in un po’ d’acqua, far sobbollire e raffreddare. Tagliare una fetta del dolce preferito, guarnire con la salsa alla melagrana, chiudere gli occhi e gustare un momento di puro piacere…</p>
<p style="text-align: justify;">Maddalena Venuso</p>]]></description>
            <author> maddalena.venuso@alice.it (Maddalena Venuso)</author>
            <pubDate>Fri, 27 Jan 2012 09:54:32 GMT</pubDate>
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            <title>Cava de’ Tirreni. I Giorni della Shoah, per non dimenticare.</title>
            <link>http://lapilli.eu/lapilli-salerno/3468-cava-de-tirreni-i-giorni-della-shoah-per-non-dimenticare.html</link>
            <description><![CDATA[<p style="text-align: justify;">Dal 3 al 5 febbraio, a Cava de’ Tirreni, serie di incontri dedicati ai Giorni della Shoah, per non dimenticare.</p>

<p><a href="http://lapilli.eu/lapilli-salerno/3468-cava-de-tirreni-i-giorni-della-shoah-per-non-dimenticare.html">Leggi tutto...</a></p>]]></description>
            <author> adilecce@capitoloprimo.it (alla redazione)</author>
            <pubDate>Thu, 26 Jan 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
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            <title>Ercolano. Rifornimento straordinario alla Esso di via panoramica: il traffico blocca l'intera città</title>
            <link>http://lapilli.eu/attualita/locale/3471-ercolano-rifornimento-straordinario-alla-esso-di-via-panoramica-il-traffico-blocca-lintera-citta.html</link>
            <description><![CDATA[<p><img src="http://lapilli.eu/images/stories/2012/gennaio/benzina_Ercolano_2.jpg" width="300" height="225" alt="benzina_Ercolano_2" style="float: left; margin: 5px;" />Ercolano – Un’intera città bloccata dal traffico. Nella giornata di ieri il rifornimento del distributore di benzina della Esso di via panoramica ha causato la paralisi delle principali strade della città degli scavi. Infatti centinaia sono stati gli automobilisti che da Ercolano e dai comuni limitrofi si sono riversati per le strade per potersi rifornire di benzina. Provvidenziale è stato l’intervento degli agenti della Polizia di Stato del commissariato di Portici-Ercolano che, coadiuvati dalla polizia locale, hanno cercato di mantenere l’ordine e di dirigere il traffico. L’intera via panoramica, una delle arterie stradali della città, è stata congestionata per tutto il pomeriggio, creando forti disagi anche nelle strade limitrofe e in alcune zone periferiche della città.</p>
<p>La cisterna, con tanto di scorta, è arrivata in città verso le 17:00, così come disposto dalla prefettura di Napoli che ha provveduto a rifornire i principali distributori di carburante della Esso e della Q8 presenti sul territorio per cercare di limitare i forti disagi causati dalla protesta degli autotrasportatori: in totale sono stati riforniti 5 distributori a Napoli, 20 in provincia e 4 nella zona periferica della città.</p>
<p>Centinaia le auto in coda nelle strade in attesa di potersi rifornire: “è una situazione insostenibile – si lamenta un automobilista – ma è l’unica soluzione, devo fare benzina altrimenti domani non potrò andare a lavorare”. I più furbi hanno evitato le interminabili code e muniti di taniche hanno preso d’assalto le pompe per racimolare qualche litro di carburante perché “non si può mai sapere, ed è certamente più rassicurante sapere di poter contare su una scorta di carburante”.</p>
<p>“Fortunatamente sono intervenute le forze dell’ordine – è il commento del gestore del distributore di benzina – è una situazione difficile da controllare. Siamo gli unici in zona e fortunatamente ci è arrivato abbastanza carburante. Prevedo che anche domani (<em>oggi per chi legge ndr</em>) saremo aperti”.</p>
<p>Domenico Sannino</p>
<br />]]></description>
            <author> domenicosannino@lapilli.eu (Domenico Sannino)</author>
            <pubDate>Thu, 26 Jan 2012 23:00:00 GMT</pubDate>
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